Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano
3 ott

Amantea: contadini, nobili e soldati borbonici si opposero uniti all’esercito napoleonico invasore
di Gaetano Fiorentino
Il 15 dicembre 1805 Napoleone ordina all’esercito francese di invadere il Regno delle Due Sicilie. Il comando è assunto dal generale Massena, che muove con tre colonne per un totale di 37000 uomini. Il 12 febbraio 1806 si arrende la fortezza di Capua, il giorno successivo Pescara, il 14 le avanguardie francesi entrano nella capitale, da cui il Re è fuggito in Sicilia sin dal 23 gennaio. Tre giorni dopo Massena invia distaccamenti in Puglia e Calabria, n sestultima regione il generale Regnier con 10000 uomini il 18 marzo batte i napoletani guidati da Ruggiero Damas a S. Lorenzo la Padula ed a Campotenese. Leggi tutto »
3 ott
I giornali, pur controllati dal governo, pubblicano i dati ufficiali della repressione nel Sud: nel napoletano si contano già 8968 fucilati, fra cui 64 sacerdoti e 22 frati, 10604 feriti, 60 ragazzi e 48 donne uccise, 13529 persone arrestate, 1428 comuni sollevati, 6 paesi dati alle fiamme. Leggi tutto »
3 ott

POPOLI DELLE DUE SICILIE
Da questa Piazza dove difendo piú che la mia corona l’indipendenza della patria comune, si alza la voce del vostro Sovrano per consolarvi nelle vostre miserie, per promettervi tempi piú felice. Traditi ugualmente, ugualmente spogliati, risorgeremo allo stesso tempo dalle nostre sventure; ché mai ha durato lungamente l’opera della iniquità, né sono eterne le usurpazioni. Leggi tutto »
3 ott

( Dal PeriodicoDueSicilie 03/2001)
Il 13 marzo del 1861 la Real Cittadella di Messina si arrendeva a discrezione alle truppe piemontesi (“italiane” solo dal 17 marzo con la proclamazione del Regno d’Italia) del Gen. Cialdini. Inutilmente le reali milizie duosiciliane della 13º Direzione Artiglieria, del 2º Battaglione del Genio, del 3º, 5º e 6º Reggimento di linea con ben 455 vetusti cannoni cercarono di controbattere il micidiale fuoco di 43 nuovissimi cannoni rigati e 12 mortai delle truppe savoiarde. Leggi tutto »
3 set
(dal periodico Due Sicilie 9/2001)
Sir James Hudson
Durante le fase acuta della guerra del 1859, mese di luglio, Napoleone III era incerto se continuare a guerreggiare in considerazione sia dello scarsissimo aiuto fornito dai megastrateghi savoiardi – che si erano perfino dimenticati di portare i cannoni sul campo di battaglia, li avevano lasciati infatti a circa 230 km di distanza – sia per il fatto che gli austriaci avevano ancora moltissime forze intatte e il possesso delle fortezze. Le potenze europee, timorose del contagio bellico, si sforzavano di circoscrivere il conflitto, di spegnere l’incendio che rischiava di tramutarsi in una conflagrazione generale: c’erano infatti tutti i presupposti per una guerra mondiale: la Prussia e la Confederazione Germanica smaniose di correre in aiuto dell’Austria, la Russia desiderosa di rivincita dopo il disastro della guerra di Crimea, l’Inghilterra pronta in armi per non veder calpestati i suoi interessi egemonici geopolitici. Leggi tutto »
30 lug

( dal PeriodicoDueSicilie 07/2001)
In quest’anno viene pubblicato il “Manifesto del Partito Comunista”, elaborato da Marx ed Engels, con il finanziamento dei massoni Clinton Roosevelt e Horace Greely, membri della Loggia Columbia, fondata a New York dagli Illuminati di Baviera. Successivamente allo stesso Marx, in collaborazione col Mazzini, è affidato dagli Illuminati l’incarico di preparare l’indirizzo e la costituzione della “Prima Internazionale” Comunista. L’anno prima, infatti, il direttorio della setta degli “Illuminati Inglesi” aveva affidato a Carlo Marx, vero nome Kiessel Mordechai (affiliato della setta “Lega dei Giusti”) e ad Engels, il compito di rielaborare i principi settari in forma nuova e scientifica. Nasce cosí a Londra la “Lega dei comunisti” come organizzazione rivoluzionaria internazionale.
11 lug
(dal Periodico Due Sicilie 01/1999)
Questa volta il nostro inviato speciale RIN, è stato incaricato di fare un “reportage” sulla battaglia del Macerone, anche questa del tutto sconosciuta, perché volutamente cancellata dalla storiografia ufficiale fabbricata dai conquistatori piemontesi. Generalmente, quando si cancella o si modifica un avvenimento, è perché se ne ha vergogna. Ed anche in questo caso la parola “vergogna” esprime molto poco. In questi avvenimenti si trova di tutto: menzogne, tradimenti, assassinii, vigliaccheria, ladrocini e fucilazioni, tante fucilazioni. Di questi putridi disvalori, senza possibilità di smentite, si nutre la gloria dei Savoia e dei loro lanzichenecchi, del Risorgimento, dell’unità d’Italia. È terribile rendersi conto di queste verità incontrovertibili, ma è ancora piú terribile rendersi conto che ancora oggi questi avvenimenti vengono nascosti e mistificati. Il motivo non può che essere uno solo: il Sud è ancora una colonia e i suoi popoli non devono mai conoscere la verità.
Antonio Pagano
12 giu
( tratto dal libro “La Storia Proibita” edito da Controcorrente )

L’oleografia risorgimentale non ha fatto eccezione alla regola che ha spesso preteso, nella storiografia ufficiale di moltenazioni, il sacrificio della verità.
I piú penalizzati sono stati i popoli del Sud e quell’antico Stato, il Regno delle Due Sicilie, di cui si è detto tutto il male possibile, anche per glorificare e giustificare il processo risorgimentale. Leggi tutto »
5 giu

Il 22 marzo 1861 cadeva, dopo sei mesi di strenua
ed indomita resistenza la piazzaforte di Civitella del Tronto,
dove si erano asserragliate poche centinaia di soldati napoletani,
che con l’aiuto dei montanari abruzzesi tennero alta
la Bandiera delle Due Sicilie
Nella primavera del 1860 la vita trascorreva serenamente a Civitella del Tronto. Un corpo di spedizione perfettamente organizzato percorreva gli Abruzzi in lungo e in largo, al comando del più giovane generale dell’esercito napoletano: Giuseppe Salvatore Pianell. Leggi tutto »
8 apr

Michelina De Cesare
Nel febbraio del 1861, con la capitolazione di Gaeta, ultima roccaforte borbonica, il Regno delle Due Sicilie cessa, di fatto, di esistere. Francesco II, ultimo Re di Napoli, ripara a Roma, ospite dello Stato Pontificio.
La precarietà dell’esilio, la solidarietà di numerose dinastie europee e le notizie – spesso ingigantite – delle difficoltà che il nuovo stato italiano incontra per radicarsi nel territorio, lo spingono a coltivare la speranza di un sollecito ritorno sul trono. Leggi tutto »