ADSIC

Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano

Archivio per la categoria ‘Storia

Clicca sull’immagine per aprire l’articolo.

Riportiamo un interessante articolo di Granzotto, pubblicato su Il Giornale venerdì 28 Maggio 2010.

  • Commenti disabilitati su Il lato oscuro del Risorgimento? In fondo al mare
  • Archiviato in: Storia
  • Riportiamo un interessante articolo di Francesco Romano pubblicato il 4 Maggio 2010 su “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

    (Clicca sull’immagine per ingrandire)

    La secessione la faccia il Sud

    Riportiamo un interessante articolo di Lino Patruno edito su “La Gazzetta del Mezzogiorno” il 5 febbraio 2010.

    Clicca sull’immagine per ingrandire

  • Commenti disabilitati su La secessione la faccia il Sud
  • Archiviato in: Economia e Società, Storia
  • Riportiamo un interessante articolo pubblicato da “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

    Clicca sull’anteprima per leggere l’articolo

  • 1 Commento
  • Archiviato in: Storia
  • L’Altra Storia entra in classe

    Il Prof. Nassisi impartisce una lezione di Storia

    Il Prof. Nassisi impartisce una lezione di Storia

    Riportiamo di seguito un particolare articolo redatto dal Dott. Gianfranco Nassisi, cultore si può dire da sempre della vera storia del SUD, attivo revisionista e soprattutto attentissimo “osservatore stampa”.  A lui infatti dobbiamo riconoscergli il merito di aver segnalato nel corso degli anni una quantità, per fortuna crescente nel tempo, di articoli, interventi o anche programmi televisivi riguardanti la nostra vera storia risorgimentale e quindi a riscatto della dignità del nostro Sud.

    La sua passione lo ha spinto anche a cimentarsi come relatore/insegnante presso le scuole superiori e a quanto pare con grande successo.

    Ringraziamo tutti il Dott. Nassisi per questo suo impegno che, ne siamo certi, ha consentito di accelerare con concretezza i tempi del riscatto del SUD.

    Domenico Iannantuoni      

    L’altra Storia entra in classe

    di Gianfranco Nassisi

    Voglio raccontarvi una mia esperienza che si rinnova ormai da diversi anni con cadenza biennale.
    Ho il grande privilegio di essere annoverato tra gli amici di una Professoressa di Lettere delle Scuole Medie, che ogni due anni, appunto, quando il suo programma di Storia arriva al risorgimento, mi invita a tenere una chiacchierata con i suoi allievi.
    Anche quest’anno il “rituale” si è ripetuto, peraltro in un giorno in cui in quella Scuola si teneva Assemblea Sindacale degli Insegnanti e pertanto tutti gli altri studenti erano potuti uscire ben prima dell’orario previsto; i ragazzi di quella Terza Media, invece, hanno preferito restare in classe a chiacchierare con me per ben tre ore, seguendo le mie spiegazioni con interesse ed anzi incalzandomi con domande pertinenti, riguardo alle divergenze tra quello che gli andavo dicendo io e le nozioni che avevano appreso dai libri, interrotti solo dal suono della campana della fine delle lezioni che imponeva a tutti di lasciare la scuola.
    Abbiamo parlato dei primati dell’Antico Regno, della situazione economica, di quella scolastica e sanitaria, delle industrie e i ragazzi erano increduli, ma alla fine convinti, di quello che andavano sentendo.
    Uno di loro è stato incaricato di immortalare la mattinata e, come si può vedere, erano tutti (insegnante compresa) attenti a seguire i miei ragionamenti, nonostante un sole splendente invitasse ad andare a spasso per le vie della città.
    Ma loro, no! Impavidi, hanno seguito tutte le argomentazioni, tanto che alla fine la professoressa (“per evitare che creassi tanti piccoli borbonici”) ha dovuto “per contratto” mitigare un po’ le mie affermazioni (peraltro, credo, con poca convinzione, altrimenti non continuerebbe ad invitarmi, gutta cavat lapidem…): ma un altro dato incontrovertibile è venuto nei giorni successivi da una libreria che si trova di fronte alla Scuola, che ha registrato un incremento della vendita di alcuni libri “revisionisti” che mi sono permesso di suggerire ai ragazzi.
    La chiacchierata, si è conclusa con il consiglio rivolta ai ragazzi di proporre, per le gite di istruzione, le località della nostra Patria più significative per la nostra storia: Napoli, in primis, e poi Caserta con San Leucio, Pontelandolfo e Casalduni, Bitonto, Civitella del Tronto, limitando il raggio d’azione alle mete raggiungibili nelle gite d’istruzione delle Scuole Medie.
    Ovviamente, non ho dimenticato di suggerire, laddove si fossero trovati per altri motivi in Piemonte (magari a far visita a parenti emigrati), di visitare il Lager di Fenestrelle, di cui non ho mancato, ovviamente, di sottolineare le similitudini con i Lager Nazisti.
     
    Gianfranco Nassisi

  • Commenti disabilitati su L’Altra Storia entra in classe
  • Archiviato in: Storia
  • gazzetta_mezzogiorno_7_1_2010(Clicca sull’immagine per ingrandire l’articolo)

    Libri

    May-C Publishing

    Selected Title

    Con questa ricerca storica “Perché Briganti?, gli autori descrivono il fenomeno del brigantaggio in Italia prima dell’Unità e partendo dai periodi più remoti, con particolare riferimento alla Calabria, distinguendo quello ordinario, costituito da organizzazioni malavitose dedite alla grassazione, perpetrate nelle campagne o sulle montagne, ma che più spesso agiva lungo le vie di comunicazione tra i centri abitati ai danni di inermi viandanti, da quelli derivanti da insofferenze sociali e passati per bassi fenomeni di banditismo come è il caso di quello di recente memoria post unitaria e definito dalla letteratura italiana come un “…..ampio fenomeno misto di banditismo e di ribellione politico sociale nelle campagne del Mezzogiorno, dopo l’unificazione italiana che, con l’imposizione di misure amministrative e fiscali di particolare durezza, ivi comprese la completa abolizione dei secolari usi comuni delle terre a tutto vantaggio del latifondo, di grandi dimensioni ma solitamente mal coltivato ed adibito a colture estensive, che diede esca alla propaganda filoborbonica e clericale, ostile al nuovo stato liberale e a sua volta incapace di una politica che non fosse di pura repressione.

    Acquista il libro su:

    “Fra tutte queste regioni, la matrice della nuova Italia fu il Piemonte, situato a nord ovest, con Torino come capitale. Più a oriente, era la grande città di Milano, che doveva diventare il centro finanziario, commerciale e artistico del nuovo regno. La sua popolazione era attiva e dotata di senso pratico. Il sud assolato e la Sicilia formavano una regione a parte, e ciò sia per ragioni storiche e climatiche che per il carattere dei suoi abitanti. Questa differenza tra nord e sud era radicale. Un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli assai diversi di civiltà. I Borbone, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee”. Questa è la pagina iniziale della Storia d’Italia dello storico inglese Mack Smith ed è la storia che si impara a scuola: si può definire la storia ufficiale. Io credo che la Storia non sia quella impersonata da marionette come Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour, Gladstone e raccontata da pennivendoli come Denis Mack Smith. Ho provato a ricostruire gli avvenimenti e ad arrivare, a differenza dello storico inglese e a differenza di tutti gli storici ufficiali, a conclusioni vere o più vicine alla verità.

    Acquista il libro su:


    Il presente lavoro deve le sue origini al suggerimento dell’amico Domenico Iannantuoni che mi ha sollecitato a ricordare il ruolo a cui è chiamato il Mezzogiorno italiano nel processo di integrazione europea e nello sviluppo dell’Italia nel contesto globale in cui viviamo2.Un lavoro contro lo stato attuale di maggior povertà alimentato da una politica ascara e orientata a voler continuare a mantenere tale condizione di differenza all’intero del Paese, quando addirittura incapace di porre rimedio.
    L’idea, quindi, di un libro che pensi al Sud parlando dell’Unione Europea intesa come unione di persone, racconti del percorso comunitario che, dagli interessi degli Stati/Nazione, si muove verso quelli che arrivano direttamente a coloro che sono i portatori dei bisogni specifici dell’agire umano, ai bisogni di prossimità: in pratica, alle persone.
    Tale percorso,che ci fa porre al centro dell’attenzione il “ben- essere” dell’uomo, nasce dalla lotta per la democrazia, di cui le grandi rivoluzioni sono state le interpreti e le fautrici, e si sviluppa nella costruzione della capacità di vivere in democrazia, per arrivare a concepire in maniera compiuta quest’ultima come forma di vita sociale.

    Acquista il libro su:

    Con questo libro è la prima volta che viene proposta un’antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d’Italia durante e dopo l’unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

    Acquista il libro su:

    Questo volume descrive in modo dettagliato una importante e sconosciuta opera di ingegneria, il ponte sospeso Real Ferdinando sul Garigliano, del Regno delle Due Sicilie realizzata nel 1832. Primo ponte sospeso realizzato con catenarie in ferro d’Italia. Costruito ben 29 anni prima dell’unificazione della penisola italiana, il ponte Real Ferdinando è una delle testimonianze più tangibili dell’alto grado di sviluppo del Sud Italia antecedente alla sanguinosa guerra di annessione ad opera del Piemonte. Attraverso la descrizione di quest’opera, l’autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi. Dimostra inoltre che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da un’inadatta “casta” politica ed industriale orientata esclusivamente allo sviluppo del Nord Italia, è la ragione primaria dell’inarrestabile declino complessivo del Paese.

    Acquista il libro su:

    Per maggiori informazioni visita il sito: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com.

    Privacy Policy