Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano
22 mar
di Ettore d’Alessandro di Pescolanciano
Lo storico Pietro C.Ulloa (1802-1878), Presidente dell’ultimo Consiglio dei ministri nel regno delle Due Sicilie e studioso degli avvenimenti di detta sua patria, compose un saggio sulla regnanza di Francesco I Borbone (1777-1830) nell’opera intitolata “Delle Rivoluzioni del Regno di Napoli” (vol.II,Napoli 1872). Lo studio esaminò in modo obiettivo gli aspetti di sviluppo e di (continua…)
1 set
di Ettore d’Alessandro di Pescolanciano
Caduta la Repubblica napoletana sotto gli attacchi dell’armata della Santa Fede, il ritorno al trono di re Ferdinando di Borbone ebbe breve durata. Nella inaugurata “campagna d’Italia”, Napoleone Bonaparte scelse quale aiutante di campo il giovane giacobino, Joachim Murat,che comandò la cavalleria nella battaglia di Marengo (14 giugno 1800). L’avanzare dell’armata francese negli stati italiani (continua…)
10 ago
di Ettore d’Alessandro di Pescolanciano
La rivoluzione napoletana del 1799, ordita da una frangia “illuminata” dell’aristocrazia partenopea e da un gruppo di esponenti della borghesia benestante , si concluse con la marcia trionfale delle truppe legittimiste della “Santa Fede”, guidate dal cardinale Fabrizio Ruffo.Nonostante le gesta vittoriose dell’ecclesiastico, che si schierò in difesa dell’Altare -risollevando la Santa Croce abbattuta dalla rivoluzione per l’Albero della Libertà-, nonché l’essere stato l’artefice della restituzione del trono al legittimo sovrano Borbone, l’epopea repubblicana-giacobina continuò ad essere enfatizzata nelle storie imparziali degli studiosi Botta,Cuoco e Colletta. Pertanto,nel 1836, con l’avvenuta restaurazione borbonica,Domenico Sacchinelli, già segretario del cardinale Ruffo, intese stampare un suo memoriale sull’eroico porporato, raccontando una storia più veritiera di particolari biografici e meno calunniosa sul personaggio e le di lui gesta. Le“Memorie storiche sulla vita del Cardinale Fabrizio Ruffo”, edite in Napoli,intesero tratteggiare in modo più reale e meno leggendario (continua…)
8 lug
di Ettore d’Alessandro di Pescolanciano
Il seicentesco portale d’ingresso al palazzo monumentale del “Belvedere” di San Leucio si erge ancora oggi nella sua imponenza, quale arco originario di accesso alla proprietà feudale dei principi d’Acquaviva di Aragona di Caserta, accogliendo da secoli i tanti visitatori delle produzioni locali di seta. Questa località del casertano è ormai divenuta famosa nel mondo per il modello imprenditoriale “statale”, voluto dal governo borbonico (continua…)
14 feb
….Ovvero per dirla alla napoletana: “‘no cuofano ‘e fessarie”
di Dora Liguori
Dopo le strampalate ultime fiction ( vedi Anita Garibaldi) ritenevamo che, alla luce dell’imperante ostruzionismo operato nel 2011 circa gli avvenimenti che hanno caratterizzato l’Unità d’Italia ( visti sempre dalla parte del Nord o se preferite dei vincitori), noi “sudisti” ( la definizione è di quel “tenerone” di Cazzullo) fossimo al riparo da ulteriori vergognose fiction. (continua…)
17 dic
Nicola Zitara
“Il meridionalista”
Economista, filosofo, ideologo, romanziere, poeta, brigante
( di Domenico Iannantuoni , ottobre 2010)
“Nicola Zitara (Siderno 1927), giornalista, scrittore, bibliotecario, studioso meridionalista, autore dei saggi L’Unità d’Italia: nascita di una colonia e Il proletariato esterno, per i tipi di Jaca Book, e del romanzo storico Memorie di quand’ero italiano. Di ideologia socialista (fu segretario della federazione del PSIUP di Catanzaro e scrisse per Quaderni calabresi), è oggi esponente del movimento culturale neo-borbonico, fortemente critico verso lo Stato unitario.”
Questa la breve didascalia che accompagna l’immagine di Nicola Zitara in età giovanile e pubblicata sul sito ufficiale della Città di Siderno sua amata città Natale.
E’ doveroso aggiungere per completezza che a partire dal 1944 Zitara fu esponente operativo del Partito Socialista dal quale ne uscì nel 1958 trovandosi in disaccordo su questioni etiche e aderendo successivamente al PSIUP. Ben presto però si allontanò anche da questa formazione politica trovandosi in personale forte disaccordo per la linea prettamente filo nordista di tale partito. Tra il 1968 ed il 1972 curò la rivista “Quaderni Calabresi”. Subito dopo la rivolta di Reggio diede alle stampe , con debito successo editoriale e politico, “ L’Unità d’Italia, nascita di una colonia” e poco dopo “Il Proletariato esterno”, raccolta di molti suoi precedenti scritti. (continua…)