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Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano

Archivio per la categoria ‘Personaggi Illustri

di Ettore d’Alessandro di Pescolanciano

La rivoluzione napoletana del 1799, ordita da una frangia “illuminata” dell’aristocrazia partenopea e da un gruppo di esponenti della borghesia benestante , si concluse con la marcia trionfale delle truppe legittimiste della “Santa Fede”, guidate dal cardinale Fabrizio Ruffo.Nonostante le gesta vittoriose dell’ecclesiastico, che si schierò in difesa dell’Altare -risollevando la Santa Croce abbattuta dalla rivoluzione per l’Albero della Libertà-, nonché l’essere stato l’artefice della restituzione del trono al legittimo sovrano Borbone, l’epopea repubblicana-giacobina continuò ad essere enfatizzata nelle storie imparziali degli studiosi Botta,Cuoco e Colletta. Pertanto,nel 1836, con l’avvenuta restaurazione borbonica,Domenico Sacchinelli, già segretario del cardinale Ruffo, intese stampare un suo memoriale sull’eroico porporato, raccontando una storia più veritiera di particolari biografici e meno calunniosa sul personaggio e le di lui gesta. Le“Memorie storiche sulla vita del Cardinale Fabrizio Ruffo”, edite in Napoli,intesero tratteggiare in modo più reale e meno leggendario (altro…)

Di Ettore d’Alessandro di Pescolanciano

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 Carlo III di Borbone

Il 10 maggio 1734 l’infante don Carlo di Borbone, figlio terzogenito del re di Spagna Filippo V e di Elisabetta Farnese, fece il suo solenne ingresso in Napoli, accolto con grandi festeggiamenti dalla popolazione locale, decretando così la nascita del regno duo-siciliano.
Questa impresa militare ebbe inizio allorquando il diciottenne Don Carlo, già legittimato nel 1731 della corona ducale di Parma (altro…)

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    di Maurizio D’Angelo – NAPOLI

    Leggo sul Mattino che il nostro vulcanico premier ha ipotizzato la nascita di un Politecnico dall’accorpamento delle Facoltà di Ingegneria e Architettura delle Università campane: l’idea è certamente valida, un pò meno quella di intitolarlo a
    Gioacchino Murat. Infatti, pur senza sminuire il ruolo di quel Sovrano nella nascita della Scuola di Ponti e Strade, antenata della Facoltàdi Ingegneria napoletana, ci sarebbe un certo Vincenzo Cuoco che sostenne l’opportunità degli accorpamenti di studi matematici , fisici, meccanici, chimici in una sola Facoltà e, meglio ancora, ci sarebbe untal ingegner Luigi Giura che, negli anni ’30 dell’Ottocento realizzò, con soluzioni molto originali, i ponti sospesi Real Ferdinando sul Garigliano e Real Cristino sul Calore, (altro…)

    di Ettore d’Alessandro di Pescolanciano

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    La storia risorgimentale italiana continua, da più di un secolo e mezzo, a celebrare le gesta e le imprese di quei soli personaggi combattenti per l’Unità del paese. Nell’ambito di cotale cultura storica dei “vincitori” sabaudi, intere generazioni d’italiani sono cresciute, dal 1861, con il solo ricordo di quei simboli del patriottismo unitario, che ha visto esaltare l’esclusiva figura dell’eroe immolato al Tricolore, nonché denigrare l’anti-eroe per la sua fedeltà ad altri emblemi e valori presenti in quelle tradizioni locali degli antichi stati pre-unitari. Tra i numerosi personaggi, dimenticati dalla storia patria per l’appartenenza allo sconfitto governo duosiciliano, merita dovuta menzione, per la tenace lealtà al proprio sovrano, il leggendario Don Ferdinando Beneventano Del Bosco. (altro…)

    Maria Sophia Von Wittelsbach

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    (Die letzte Königin Beider Sizilien)

     

    Von Sergio della Valle

    ( Übersetzt aus dem Italienischen von Romy
    Bidassek.)

    Am 3. Februar 1859 erreicht das Schiff il Fulminante den Hafen von Bari. Mit ihren nur siebzehn Jahren geht Maria Sophie von Wittelsbacht, jüngere Schwester der Kaiserin Elisabeth „Sissi“ von Österreich an Land um ihren Ehemann ein erstes Mal zu sehen. Sie war zuvor, unter dem Mandat von München mit Francesco, Sohn von Ferdinand II und zukünftiger König des Reichs, verheiratet worden. Dies ist der Beginn des kurzen „neapolitanischen“ Abenteuers einer liebenswerten, verständigen und gebildeten bayrischen Herzogin, welche schon drei Monate nach ihrer Ankunft den Pflichten einer Königin nachgehen wird. (altro…)

    Maria Sophia of Wittelsbach

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    (The last Queen of the two Sicilies )

    by Sergio della Valle

    ( Translation from italian version by Romy Bidassek)

    In February 3, 1859 Maria Sophia of Wittelsbach, sister of the Empress Elisabeth “Sissi” of Austria was only seventeen years old. That was the day when the ship il Fulminante brought her to the port of Bari. As she had has been wedded under the mandate of Munich, she arrived to meet her husband Francis, son of Ferdinand II and crown prince of the kingdom for the first time. This is the start of the short “Neapolitan” adventure of a lovely, intelligent, and educated Bavarian duchess which, only three months after her arrival at the kingdom of Naples, had to take on the position of the “last Queen”. (altro…)

    Libri

    May-C Publishing

    Selected Title

    Con questa ricerca storica “Perché Briganti?, gli autori descrivono il fenomeno del brigantaggio in Italia prima dell’Unità e partendo dai periodi più remoti, con particolare riferimento alla Calabria, distinguendo quello ordinario, costituito da organizzazioni malavitose dedite alla grassazione, perpetrate nelle campagne o sulle montagne, ma che più spesso agiva lungo le vie di comunicazione tra i centri abitati ai danni di inermi viandanti, da quelli derivanti da insofferenze sociali e passati per bassi fenomeni di banditismo come è il caso di quello di recente memoria post unitaria e definito dalla letteratura italiana come un “…..ampio fenomeno misto di banditismo e di ribellione politico sociale nelle campagne del Mezzogiorno, dopo l’unificazione italiana che, con l’imposizione di misure amministrative e fiscali di particolare durezza, ivi comprese la completa abolizione dei secolari usi comuni delle terre a tutto vantaggio del latifondo, di grandi dimensioni ma solitamente mal coltivato ed adibito a colture estensive, che diede esca alla propaganda filoborbonica e clericale, ostile al nuovo stato liberale e a sua volta incapace di una politica che non fosse di pura repressione.

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    “Fra tutte queste regioni, la matrice della nuova Italia fu il Piemonte, situato a nord ovest, con Torino come capitale. Più a oriente, era la grande città di Milano, che doveva diventare il centro finanziario, commerciale e artistico del nuovo regno. La sua popolazione era attiva e dotata di senso pratico. Il sud assolato e la Sicilia formavano una regione a parte, e ciò sia per ragioni storiche e climatiche che per il carattere dei suoi abitanti. Questa differenza tra nord e sud era radicale. Un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli assai diversi di civiltà. I Borbone, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee”. Questa è la pagina iniziale della Storia d’Italia dello storico inglese Mack Smith ed è la storia che si impara a scuola: si può definire la storia ufficiale. Io credo che la Storia non sia quella impersonata da marionette come Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour, Gladstone e raccontata da pennivendoli come Denis Mack Smith. Ho provato a ricostruire gli avvenimenti e ad arrivare, a differenza dello storico inglese e a differenza di tutti gli storici ufficiali, a conclusioni vere o più vicine alla verità.

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    Il presente lavoro deve le sue origini al suggerimento dell’amico Domenico Iannantuoni che mi ha sollecitato a ricordare il ruolo a cui è chiamato il Mezzogiorno italiano nel processo di integrazione europea e nello sviluppo dell’Italia nel contesto globale in cui viviamo2.Un lavoro contro lo stato attuale di maggior povertà alimentato da una politica ascara e orientata a voler continuare a mantenere tale condizione di differenza all’intero del Paese, quando addirittura incapace di porre rimedio.
    L’idea, quindi, di un libro che pensi al Sud parlando dell’Unione Europea intesa come unione di persone, racconti del percorso comunitario che, dagli interessi degli Stati/Nazione, si muove verso quelli che arrivano direttamente a coloro che sono i portatori dei bisogni specifici dell’agire umano, ai bisogni di prossimità: in pratica, alle persone.
    Tale percorso,che ci fa porre al centro dell’attenzione il “ben- essere” dell’uomo, nasce dalla lotta per la democrazia, di cui le grandi rivoluzioni sono state le interpreti e le fautrici, e si sviluppa nella costruzione della capacità di vivere in democrazia, per arrivare a concepire in maniera compiuta quest’ultima come forma di vita sociale.

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    Con questo libro è la prima volta che viene proposta un’antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d’Italia durante e dopo l’unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

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    Questo volume descrive in modo dettagliato una importante e sconosciuta opera di ingegneria, il ponte sospeso Real Ferdinando sul Garigliano, del Regno delle Due Sicilie realizzata nel 1832. Primo ponte sospeso realizzato con catenarie in ferro d’Italia. Costruito ben 29 anni prima dell’unificazione della penisola italiana, il ponte Real Ferdinando è una delle testimonianze più tangibili dell’alto grado di sviluppo del Sud Italia antecedente alla sanguinosa guerra di annessione ad opera del Piemonte. Attraverso la descrizione di quest’opera, l’autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi. Dimostra inoltre che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da un’inadatta “casta” politica ed industriale orientata esclusivamente allo sviluppo del Nord Italia, è la ragione primaria dell’inarrestabile declino complessivo del Paese.

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    Per maggiori informazioni visita il sito: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com.

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