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Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano

Archivio per la categoria ‘Libri consigliati

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Quelle stanze piene di vento, di Francesca Di Martino

“Era de maggio/ e te cadeano ‘nzino/ a schiocche a schiocche li cerase rosse…” Va il videocllip dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, splendono le immagini dei mille ritratti della città che è stata, che è una “capitale del mondo” sottolineate dai versi di Salvatore Di Giacomo, dalla musica di Pasquale Mario Costa. Immagini, musica, versi: tutto è struggente. Francesca Di Martino ha voluto quest’atmosfera magica a Roma, alla Casa delle Letterature, dove ha presentato il suo ultimo romanzo, “Quelle stanze piene di vento”. Francesca Di Martino è a tutti gli effetti una scrittrice napoletana, ancorché nata a Reggio di Calabria da genitori siciliani e residente a Roma da quand’era poco più che adolescente. Perché gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, gli anni dell’imprinting, li ha trascorsi a Napoli e tutta la sua opera è permeata di amore per Napoli. È scritto nella presentazione: “Questo libro nasce dalla memoria e la nostalgia per una città (altro…)

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     Anche se in questi anni molto si è scritto sulla storia del Molise, una specifica ed esauriente pubblicazione sul suo risorgimento nazionale non è stata ancora realizzata. Forse perchè non è cosa agevole raccogliere il materiale archivistico necessario per ricostruire fedelmente tutti gli avvenimenti del nostro passato più recente.
    Con questo non facile intendimento, dopo anni di attente e scrupolose ricerche in numerosi archivi pubblici e privati ( Archivi di Stato di Campobasso, di Chieti, di Isernia, di Napoli, Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, ecc.) mi è stato possibile rinvenire prima una ingente mole di documenti e ricostruire poi (altro…)

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  • Un’anima divisa in due

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     di Fiore Marro

    Il titolo del romanzo di Fiore Marro, “Un’anima divisa in due”, evoca nell’immediato e fugace sguardo che si suole dare alla copertina dei libri il perenne dualismo che tormenta l’uomo fin dalla notte dei tempi: la vita e la morte, il bene ed il male, la luce e le tenebre, la gioia ed il dolore.
    Ben presto, però, addentrandosi nella lettura si scopre che non è questo l’argomento che l’Autore vuole trattare. Certo, sarebbe bastata qualche semplice riflessione per comprendere da subito un messaggio diverso.Infatti un’anima come si può dividere in due? Non è essa stessa l’essenza dell’unicità? Può mai esistere un anima spaccata in due? Ecco questo è il messaggio.

    Fiore Marro interpreta così la situazione sociale, politica ed economica  dello Stato delle Due Sicilie subito dopo la sua brutale e sanguinosa conquista ad opera del Piemonte nel 1860/61.
    Uno Stato, un Popolo, che da quel momento di indicibile sofferenza non potrà più scegliere tra il bene ed il male, tra la vita e la morte come accade normalmente per chi è appunto libero di scegliere.
    La sua anima è stata divisa , le due parti separate e tra loro allontanate perchè la schiavitù del suo corpo sia assicurata nel tempo.  Il problema che pone l’Autore diventa quindi quello del ricongiungimento dei i due frammenti per ritornare ed essere liberi e forti ed ancora in grado di scegliere per il proprio futuro.
    I protagonisti sono da Marro utilizzati solo a tale scopo, in modo quasi ossessivo ma sicuramente efficace.
    Sullo sfondo, insieme al rimpianto di un passato glorioso, anche la consapevolezza di un rinascimento che viene dato possibile solo attraverso il recupero delle verità storiche fino ad oggi negate dalla storiografia ufficiale…e allora la lotta diventa contro il tempo. Più il tempo passa e più i due frammenti dell’anima si distanziano tra di loro rendendo sempre più difficile il rinascimento del SUD. 
    Il romanzo basato su rigorosi vincoli storici è dinamico ed avvincente e sarebbe indicato, con gli opportuni adattamenti, anche come traccia per una rappresentazione teatrale o riduzione cinematografica. (Domenico Iannantuoni)

    Giuseppe Vozza Editore in Casolla S.r.l. ,Via Iannelli, 24 -81100 Caserta-Casolla – tel.0823-386367/338-4587150

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  • Francesco II e Maria Sofia

    di Sergio della Valle

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    Il volume contiene una raccolta di immagini (ritratti ad olio e acquarello, monete, stampe, fotografie originali) dei Borbone di Napoli, che hanno regnato sulle Due Sicilie dal 1734, con l’avvento di Carlo III, al 1860, con la resa di Francesco II a Gaeta e l’annessione al Piemonte. Sono anche riportati due significativi documenti firmati da Francesco II, ovvero il Proclama di Gaeta e l’ultimo Ordine del Giorno all’Esercito delle Due Sicilie, nonchè una breve biografia di Maria Sofia, ultima regina di Napoli. Il libro riporta in chiusura una bibliografia minima ed un elenco dei siti web di interesse.

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    Sergio della Valle ha conseguito la laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Napoli nel 1971. Dopo una brillante carriera professionale in alcune primarie aziende internazionali intraprende quella accademica presso l’Università di Napoli Federico II presso la quale  è professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine, poi titolare della cattedra di Meccanica delle vibrazioni, quindi di Dinamica delle macchine e dei sistemi meccanici  e Fenomeni dinamici nelle macchine ed è presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica con ruolo di coordinatore del Dottorato di ricerca in Ingegneria dei Sistemi Termomeccanici.  
    E’ presidente del  Gruppo nazionale di Meccanica applicata (Italian Group of Mechanics for Machines and Mechanical Systems) nonchè membro del Gruppo di Tribologia, dell’IFToMM, dell’AIMETA, dell’EUROMECH, dell’A.I.S.I. (Associazione Italiana di Storia dell’Ingegneria).
    Svolge attività di ricerca avanzata ed è stato coordinatore o responsabile locale di Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) nonchè chairman o presidente di sessione di numerosi congressi nazionali ed internazionali.

    Oltre a questi gravosi impegni l’ing. Sergio della Valle non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi personali riguardanti prevalentemente la storia del Regno di Napoli, con particolare riferimento al periodo borbonico, che egli considera, non a torto, il periodo aureo dell’Italia moderna e del SUD in particolare. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni di pregio sia di carattere filatelico, sia numismatico. Con questo volume egli vuole tracciare in modo succinto ed efficace l’excursus della storia del Regno di Napoli e di Sicilia, poi delle due Sicilie, affidandone la narrazione principale ad una organica e sequenziale serie di eloquenti immagini; alcune di queste di rara pubblicazione se non inedite.

    Stampata per i tipi di lulu.com (www.lulu.com), aprile 2008 

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  • Due Sicilie 1860, l’invasione

    di Don Bruno Lima

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    Il volume affronta sotto un profilo storico-giuridico le vicende legate all’invasione delle Due Sicilie del 1860, nell’intento di superare stantii luoghi comuni imposti da un regime storiografico ultracentenario che, manipolando le coscienze di intere generazioni di italiani, ha stravolto il reale svolgimento dei fatti e la loro essenziale natura di guerra contro la civiltà e la dignità di una nazione.Operando una sorta di rivendicazione morale a favore dei popoli del Sud, vengono sviscerati i retroscena di quest’odissea incompiuta delle genti meridionali che ne ha segnato tragicamente la storia fino al presente, accomunando nello stesso infelice epilogo le sorti di un regno millenario e quello dei suoi popoli. Un’ampia appendice documentale riporta testi di notevole interesse per l’approfondimento delle tematiche trattate.L’autore, Don Bruno Lima è presidente dell’Istituto di Studi Giuridici Economici e Sociali Internazionali. Professore di Diritto Canonico e Diritto Matrimoniale Canonico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Aquila (Pontificia Università Lateranense) ha già pubblicato numerose opere giuridiche internazionalistiche e canonistiche.Presiede il Premio Internazionale “Giuseppe Sciacca”, l’istituzione benefica Banco dei Tutori “Giuseppe Sciacca” e l’Associazione Internazionale di Cultura e Volontariato “Uomo e Società”. E’ Delegato per l’Abruzzo e Molise del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S.Giorgio, ramo Spagna.
     Il libro “Due Sicilie, 1860 L’invasione” si completa con gli interventi del presidente del Tribunale di Sorveglianza di Trento, Carlo Alberto Agnoli, del presidente della Pro Loco di Villa Literno,Gennaro Ruggieri, della sociologa Mariella Basile, dello studioso duosiciliano Ettore d’Alessandro di Pescolanciano, dell’avvocato Pompeo Onesti.Edito dalla casa editrice “Fede & Cultura” di Verona (www.fedecultura.com) ed è prenotabile:brunolima@fastwebnet.it

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  • Il meraviglioso ponte sul Garigliano

    Il Primo ponte sospeso a catene di ferro in Italia

    All’ing. Luigi Giura,
    uomo di specchiata moralità, tecnico e scienziato insuperabile, vanto dell’ingegneria delle Due Sicilie e dell’Italia nel Mondo.

     

    Domenico Iannantuoni

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    Con questo volume, che descrive in modo dettagliato un’ importante quanto sconosciuta opera d’ingegneria del Regno delle Due Sicilie, l’Autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi, dimostrando che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da una inadatta “casta” politica ed industriale, è la ragione prima dell’inarrestabile declino del Paese. (altro…)

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  • Libri

    May-C Publishing

    Selected Title

    Con questa ricerca storica “Perché Briganti?, gli autori descrivono il fenomeno del brigantaggio in Italia prima dell’Unità e partendo dai periodi più remoti, con particolare riferimento alla Calabria, distinguendo quello ordinario, costituito da organizzazioni malavitose dedite alla grassazione, perpetrate nelle campagne o sulle montagne, ma che più spesso agiva lungo le vie di comunicazione tra i centri abitati ai danni di inermi viandanti, da quelli derivanti da insofferenze sociali e passati per bassi fenomeni di banditismo come è il caso di quello di recente memoria post unitaria e definito dalla letteratura italiana come un “…..ampio fenomeno misto di banditismo e di ribellione politico sociale nelle campagne del Mezzogiorno, dopo l’unificazione italiana che, con l’imposizione di misure amministrative e fiscali di particolare durezza, ivi comprese la completa abolizione dei secolari usi comuni delle terre a tutto vantaggio del latifondo, di grandi dimensioni ma solitamente mal coltivato ed adibito a colture estensive, che diede esca alla propaganda filoborbonica e clericale, ostile al nuovo stato liberale e a sua volta incapace di una politica che non fosse di pura repressione.

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    “Fra tutte queste regioni, la matrice della nuova Italia fu il Piemonte, situato a nord ovest, con Torino come capitale. Più a oriente, era la grande città di Milano, che doveva diventare il centro finanziario, commerciale e artistico del nuovo regno. La sua popolazione era attiva e dotata di senso pratico. Il sud assolato e la Sicilia formavano una regione a parte, e ciò sia per ragioni storiche e climatiche che per il carattere dei suoi abitanti. Questa differenza tra nord e sud era radicale. Un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli assai diversi di civiltà. I Borbone, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee”. Questa è la pagina iniziale della Storia d’Italia dello storico inglese Mack Smith ed è la storia che si impara a scuola: si può definire la storia ufficiale. Io credo che la Storia non sia quella impersonata da marionette come Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour, Gladstone e raccontata da pennivendoli come Denis Mack Smith. Ho provato a ricostruire gli avvenimenti e ad arrivare, a differenza dello storico inglese e a differenza di tutti gli storici ufficiali, a conclusioni vere o più vicine alla verità.

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    Il presente lavoro deve le sue origini al suggerimento dell’amico Domenico Iannantuoni che mi ha sollecitato a ricordare il ruolo a cui è chiamato il Mezzogiorno italiano nel processo di integrazione europea e nello sviluppo dell’Italia nel contesto globale in cui viviamo2.Un lavoro contro lo stato attuale di maggior povertà alimentato da una politica ascara e orientata a voler continuare a mantenere tale condizione di differenza all’intero del Paese, quando addirittura incapace di porre rimedio.
    L’idea, quindi, di un libro che pensi al Sud parlando dell’Unione Europea intesa come unione di persone, racconti del percorso comunitario che, dagli interessi degli Stati/Nazione, si muove verso quelli che arrivano direttamente a coloro che sono i portatori dei bisogni specifici dell’agire umano, ai bisogni di prossimità: in pratica, alle persone.
    Tale percorso,che ci fa porre al centro dell’attenzione il “ben- essere” dell’uomo, nasce dalla lotta per la democrazia, di cui le grandi rivoluzioni sono state le interpreti e le fautrici, e si sviluppa nella costruzione della capacità di vivere in democrazia, per arrivare a concepire in maniera compiuta quest’ultima come forma di vita sociale.

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    Con questo libro è la prima volta che viene proposta un’antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d’Italia durante e dopo l’unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

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    Questo volume descrive in modo dettagliato una importante e sconosciuta opera di ingegneria, il ponte sospeso Real Ferdinando sul Garigliano, del Regno delle Due Sicilie realizzata nel 1832. Primo ponte sospeso realizzato con catenarie in ferro d’Italia. Costruito ben 29 anni prima dell’unificazione della penisola italiana, il ponte Real Ferdinando è una delle testimonianze più tangibili dell’alto grado di sviluppo del Sud Italia antecedente alla sanguinosa guerra di annessione ad opera del Piemonte. Attraverso la descrizione di quest’opera, l’autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi. Dimostra inoltre che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da un’inadatta “casta” politica ed industriale orientata esclusivamente allo sviluppo del Nord Italia, è la ragione primaria dell’inarrestabile declino complessivo del Paese.

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    Per maggiori informazioni visita il sito: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com.

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