ADSIC

Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano

Archivio del 2009

anteprima_quotidiano

(Clicca sull’immagine per visionare l’articolo)

  • Commenti disabilitati su Quando il tricolore ci rubò l’acciaio
  • Archiviato in: Storia
  • granzottoRiportiamo un interessante articolo di Granzotto. Cliccare sull’immagine soprastante per visionarlo.

  • 3 Commenti
  • Archiviato in: Storia
  • Proverbi napoletani di latina origine

    4000 modi di dire comparati tra vernacolo e lingua di Cicerone

    dialetto[1]

    recensione di Achille della Ragione

    Il napoletano è una lingua, non un dialetto, con la sua grammatica e la sua letteratura, ma come tutti gli idiomi ha debiti verso le parlate precedenti, principalmente il latino, come dimostra con molteplici esempi Roberto Vigliotti, autore di una colta raccolta di proverbi napoletani, per ognuno dei quali corrisponde un’antica dizione nella nobile lingua di Cesare e di Cicerone.
    Vigliotti è un ingegnere edile in pensione, da sempre appassionato di Napoli e delle sue tradizioni linguistiche, coltivate sin da ragazzo, il quale, dopo aver preso appunti per una vita, ha dato alle stampe in questi giorni un volume di ben 750 pagine, una vera e (altro…)

  • Commenti disabilitati su Proverbi napoletani di latina origine
  • Archiviato in: Libri consigliati
  • cuofano

  • Commenti disabilitati su Convegno su “1799: Repubblica e Insorgenze”
  • Archiviato in: Economia e Società, Storia
  • Barbarossa

    Federico I, detto il Barbarossa

    Recensione di Francesco Antonio Schiraldi

    Cinema e storia, uniti dalla stessa forza evocativa del racconto, sono i protagonisti di un affresco che diremmo sfumato, dai contorni talvolta non chiari.
    “Ogni racconto”, dice oggi la critica più accurata, “è una forma di organizzazione retorica, con una soggettività incancellabile. E questo vale a maggior ragione nell’arte”.
    Il cinema, quindi, non può esso stesso sfuggire alla tentazione di sovrapporre alla fedele narrazione storica un punto di vista particolare. Tutto poi si complica se si prende a soggetto un evento medievale. Spiega l’annalista e docente Raffaele Licinio: “Il Medioevo non è un’età della storia. E’ un prodotto culturale e, come tale, è soggetto a continue distorsioni prospettiche. Il cinema non rappresenta il Medioevo, (altro…)

  • Commenti disabilitati su “Barbarossa”: uno spot – polpettone leghista a spese di tutti i cittadini
  • Archiviato in: Economia e Società, Storia
  • Un nuovo libro su Achille Lauro

    Di Achille della Ragione

    00 Achille_Lauro

    Finalmente un grande editore, Mondadori, ha dedicato un libro a quel personaggio vulcanico ed ancora misconosciuto che fu Achille Lauro: grande armatore e sindaco plebiscitario per molti anni all’ombra del Vesuvio, oltre che editore, creatore della prima televisione privata italiana, presidente del Napoli, uomo politico di rilievo nazionale e tante altre cose ancora.

    A ricordarcene le gesta, in un nuovo disperato tentativo di sdoganarne l’immagine, offuscata da tanti decenni di propaganda denigratoria da parte della sinistra, giunge un libro(o’Comandante, vita di Achille Lauro) di Carlo Maria Lomartire, giornalista specializzato in biografie, avendo già scritto su Mattei e sul bandito Giuliano, ma soprattutto un grande editore capace di una massiccia e capillare distribuzione, come ho potuto personalmente constatare (altro…)

  • 4 Commenti
  • Archiviato in: Libri consigliati
  • Libri

    May-C Publishing

    Selected Title

    Con questa ricerca storica “Perché Briganti?, gli autori descrivono il fenomeno del brigantaggio in Italia prima dell’Unità e partendo dai periodi più remoti, con particolare riferimento alla Calabria, distinguendo quello ordinario, costituito da organizzazioni malavitose dedite alla grassazione, perpetrate nelle campagne o sulle montagne, ma che più spesso agiva lungo le vie di comunicazione tra i centri abitati ai danni di inermi viandanti, da quelli derivanti da insofferenze sociali e passati per bassi fenomeni di banditismo come è il caso di quello di recente memoria post unitaria e definito dalla letteratura italiana come un “…..ampio fenomeno misto di banditismo e di ribellione politico sociale nelle campagne del Mezzogiorno, dopo l’unificazione italiana che, con l’imposizione di misure amministrative e fiscali di particolare durezza, ivi comprese la completa abolizione dei secolari usi comuni delle terre a tutto vantaggio del latifondo, di grandi dimensioni ma solitamente mal coltivato ed adibito a colture estensive, che diede esca alla propaganda filoborbonica e clericale, ostile al nuovo stato liberale e a sua volta incapace di una politica che non fosse di pura repressione.

    Acquista il libro su:

    “Fra tutte queste regioni, la matrice della nuova Italia fu il Piemonte, situato a nord ovest, con Torino come capitale. Più a oriente, era la grande città di Milano, che doveva diventare il centro finanziario, commerciale e artistico del nuovo regno. La sua popolazione era attiva e dotata di senso pratico. Il sud assolato e la Sicilia formavano una regione a parte, e ciò sia per ragioni storiche e climatiche che per il carattere dei suoi abitanti. Questa differenza tra nord e sud era radicale. Un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli assai diversi di civiltà. I Borbone, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee”. Questa è la pagina iniziale della Storia d’Italia dello storico inglese Mack Smith ed è la storia che si impara a scuola: si può definire la storia ufficiale. Io credo che la Storia non sia quella impersonata da marionette come Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour, Gladstone e raccontata da pennivendoli come Denis Mack Smith. Ho provato a ricostruire gli avvenimenti e ad arrivare, a differenza dello storico inglese e a differenza di tutti gli storici ufficiali, a conclusioni vere o più vicine alla verità.

    Acquista il libro su:


    Il presente lavoro deve le sue origini al suggerimento dell’amico Domenico Iannantuoni che mi ha sollecitato a ricordare il ruolo a cui è chiamato il Mezzogiorno italiano nel processo di integrazione europea e nello sviluppo dell’Italia nel contesto globale in cui viviamo2.Un lavoro contro lo stato attuale di maggior povertà alimentato da una politica ascara e orientata a voler continuare a mantenere tale condizione di differenza all’intero del Paese, quando addirittura incapace di porre rimedio.
    L’idea, quindi, di un libro che pensi al Sud parlando dell’Unione Europea intesa come unione di persone, racconti del percorso comunitario che, dagli interessi degli Stati/Nazione, si muove verso quelli che arrivano direttamente a coloro che sono i portatori dei bisogni specifici dell’agire umano, ai bisogni di prossimità: in pratica, alle persone.
    Tale percorso,che ci fa porre al centro dell’attenzione il “ben- essere” dell’uomo, nasce dalla lotta per la democrazia, di cui le grandi rivoluzioni sono state le interpreti e le fautrici, e si sviluppa nella costruzione della capacità di vivere in democrazia, per arrivare a concepire in maniera compiuta quest’ultima come forma di vita sociale.

    Acquista il libro su:

    Con questo libro è la prima volta che viene proposta un’antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d’Italia durante e dopo l’unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

    Acquista il libro su:

    Questo volume descrive in modo dettagliato una importante e sconosciuta opera di ingegneria, il ponte sospeso Real Ferdinando sul Garigliano, del Regno delle Due Sicilie realizzata nel 1832. Primo ponte sospeso realizzato con catenarie in ferro d’Italia. Costruito ben 29 anni prima dell’unificazione della penisola italiana, il ponte Real Ferdinando è una delle testimonianze più tangibili dell’alto grado di sviluppo del Sud Italia antecedente alla sanguinosa guerra di annessione ad opera del Piemonte. Attraverso la descrizione di quest’opera, l’autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi. Dimostra inoltre che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da un’inadatta “casta” politica ed industriale orientata esclusivamente allo sviluppo del Nord Italia, è la ragione primaria dell’inarrestabile declino complessivo del Paese.

    Acquista il libro su:

    Per maggiori informazioni visita il sito: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com.

    Privacy Policy