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di Maurizio D’Angelo – NAPOLI

Leggo sul Mattino che il nostro vulcanico premier ha ipotizzato la nascita di un Politecnico dall’accorpamento delle Facoltà di Ingegneria e Architettura delle Università campane: l’idea è certamente valida, un pò meno quella di intitolarlo a
Gioacchino Murat. Infatti, pur senza sminuire il ruolo di quel Sovrano nella nascita della Scuola di Ponti e Strade, antenata della Facoltàdi Ingegneria napoletana, ci sarebbe un certo Vincenzo Cuoco che sostenne l’opportunità degli accorpamenti di studi matematici , fisici, meccanici, chimici in una sola Facoltà e, meglio ancora, ci sarebbe untal ingegner Luigi Giura che, negli anni ’30 dell’Ottocento realizzò, con soluzioni molto originali, i ponti sospesi Real Ferdinando sul Garigliano e Real Cristino sul Calore, primi in Italia (in Europa continentale la palma va alla Francia, a non voler considerare taluni infelici esiti con crolli anche prima dell’inaugurazione), utilizzando tecnici, tecnologie e materiali esclusivamente «napolitani».

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Sarebbe oltretutto un parziale risarcimento per quest’autentica gloria napoletana tanto negletta e misconosciuta da aver subito qualche anno fa l’oltraggio di un «restauro» del ponte sul Garigliano quanto meno discutibile: è stato infatti privato della peculiarità di essere un ponte sospeso da un impalcato autoportante. In pratica, tutto ilsistema di tiranterie e catene «sta pé bello verè». E, tanto per avere un’idea più chiara, sarebbe come se la Torre di Pisa fosse stata messa in
sicurezza con un bel barbacane…

Maurizio D’Angelo