Il Primo ponte sospeso a catene di ferro in Italia

All’ing. Luigi Giura,
uomo di specchiata moralità, tecnico e scienziato insuperabile, vanto dell’ingegneria delle Due Sicilie e dell’Italia nel Mondo.

 

Domenico Iannantuoni

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Con questo volume, che descrive in modo dettagliato un’ importante quanto sconosciuta opera d’ingegneria del Regno delle Due Sicilie, l’Autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi, dimostrando che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da una inadatta “casta” politica ed industriale, è la ragione prima dell’inarrestabile declino del Paese.
Il testo possiamo collocarlo tra la saggistica storica e quella tecnico-scientifica, anche se non è assolutamente privo di approfondimenti di natura politica estremamente attuali.
Il modo in cui l’Autore sviluppa gli argomenti è abbastanza inusuale per un ingegnere e a tratti si ha perfino l’impressione di leggere un libro “giallo”, tante sono le sorprese storiche e tecniche che ci vengono di volta in volta svelate non senza un certo “suspense”.
Partendo dalle ragioni trasportistiche, che fin dai tempi più remoti impegnarono i reami del SUD nella realizzazione di un’opera stabile atta al superamento del Liri (Garigliano), Domenico Iannantuoni introduce un personaggio “chiave”, anche se poco noto in Italia, l’ing. Luigi Giura.
Questi infatti, non fu solo il progettista del ponte ancora oggi visibile, ma ebbe il ruolo di coordinatore-progettista dello sviluppo industriale di tutto il Regno delle Due Sicilie. La sua serietà e profonda preparazione ingegneristica, gli consentirono addirittura di impostare quella che Iannantuoni definisce una nuova scuola tecnica di pensiero, che sarà poi conculcata e quindi cancellata dai noti eventi unitaristici italiani.
La successiva ed ampia dissertazione sul contesto politico europeo del tempo, con riferimenti all’attualità o addirittura a passati più remoti, consentono al lettore di cogliere il significato politico dell’opera dell’Ing. Giura e quello molto più sorprendente relativo alla valenza internazionale che le Due Sicilie a quel tempo ricoprivano.
L’Autore poi si cala nel “ragionamento tecnico” presentando le caratteristiche strutturali dei primi ponti sospesi costruiti in America, Inghilterra, Francia e Due Sicilie, accompagnando il lettore nei dovuti confronti per poter apprezzare gli sviluppi dell’ingegneria nel settore specifico.
Punto cruciale dell’opera, tecnicamente parlando, è la descrizione del brevetto industriale dell’ing. Giura. Un’innovazione di portata internazionale che…purtroppo…non è divulgata dagli accademici italiani. Eppure questo ponte, aperto al traffico veicolare pesante nel 1832, fu ben conosciuto nel mondo almeno fino all’unità d’Italia e non può meritare quest’oblio.
Anche le discutibili opere di ristrutturazione, intraprese dall’ANAS nel 1998, sono occasione per nuove e sbalorditive sorprese, che Domenico Iannantuoni ci rivela non senza dispiacere per il suo ormai profondo legame di amicizia “fuori dal tempo” stabilito con il collega Giura.
L’opera di 245 pagine in formato A5, arricchita da oltre 60 illustrazioni a colori e due rielaborazioni grafiche in formato A3 riproducenti viste e sezioni del ponte prima e dopo la recente ristrutturazione, può considerarsi tra le più esaurienti a carattere tecnico-storico finora scritte sul “Real Ferdinando”, primo ponte sospeso a catene di ferro in Italia.

Per ulteriori informazioni: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com

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