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Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano

Archivio del 2007

INMIGRACiÓN ITALIANA EN LA ARGENTINA

Emigro para comer…”

En uno de los mas importantes libros sobre la emigración “Sobre el Océano” de Edmundo De Amicis, publicado en 1889, un emigrante lo dice de manera muy eficaz: “Mi emigro per magnar” (“Emigro para comer”). Lo habían exhortado a quedarse porque el gobierno habría bonificado a Cerdeña, la Maremma y el Agro romano. Pero él había contestado: “Pero mientras tanto yo no como! Como se hace para esperar si no tiene para comer?”. Indudablemente, no era esta la única razón. Muchos jóvenes emigraban para retirarse del control de sus familias, otros esperaban hacer fortuna, y otros estaban obligados a alejarse de Italia por razones políticas. (altro…)

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  • garibaldi_giornale_11_11_07.jpgNoi lo diciamo da tanti anni che

     Garibaldi & Company

     sono stati la rovina del Sud

     e non solo!

    Libro Decimottavo

    1. Nel regno la rivoluzione ha poche forze; 2. Decreti regi; 3. Carestia; 4. Quietudine; 5. Condizione del regno; 6. Governo di re Ferdinando; 7. Traditori attorno al trono; 8. Le Finanze; 9. Confronti fra Napoli e Torino; 10. Troppe economie; 11. L’accentramento; 12. L’amministrazione civile; 13. La polizia; 14. I Gendarmi; 15. Le Guardie urbane; 16. L’esercito; 17. Come s’afforzasse; 18. L’armata; 19. La giustizia; 20. Il clero; 21. L’istruzione pubblica; 22. Notizie di dotti trapassati; 23. Quali i nemici interni; 24. Condizioni della Sicilia; 25. Lamentanze sicule; 26. Il Castelcicala; 27. Il Maniscalco; 28. Tentano assassinarlo; 29. Il clero di Sicilia; 30. Come a’nostri errori rimediò la setta; 31. Un anno di Francesco II; 32. Le strade di ferro; 33. Tutto è pronto

    pagine 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 (altro…)

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  • giacinto_de_sivo.jpg

    Storia delle Due Sicilie di Giacinto Dé Sivo

    Giacinto Dé Sivo scrisse questa monumentale opera storica delle Due Sicilie in esilio, tra innumerevoli difficoltà, negli anni che vanno dal 1862 al 1867. L’edizione che vi presentiamo è quella pubblicata in Trieste nel 1868 ed è libera da diritti. E’ un testo di riferimento essenziale sia per i ricercatori sia per gli appassionati di storia. 

    Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861 volume 1

     

    Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861 volume 2

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  • di Giacinto De Sivo

    Giacinto Dé Sivo scrisse questa monumentale opera storica delle Due Sicilie in esilio, tra innumerevoli difficoltà, negli anni che vanno dal 1862 al 1867. L’edizione che vi presentiamo è quella pubblicata in Trieste nel 1868 ed è libera da diritti. E’ un testo di riferimento essenziale sia per i ricercatori sia per gli appassionati di storia.

    Prefazione

    pagine 1, 2, 3, 4, 5, 6 (altro…)

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  • mundy.jpg Diario di un Ammiraglio

    di Gorge Rodney Mundy
    Traduzione di Antonio Rosada

    E’ la traduzione integrale del diario,apparso in Inghilterra nel 1863,dell’Ammiraglio Mundy,vice-comandante della Flotta inglese del Mediterraneo,che a Palermo e a Napoli fu testimone oculare degli avvenimenti politici e militari che condussero al crollo del Regno Delle Due Sicilie ed ebbe modo di conoscere personalmente i principali protagonisti, Francesco II, Garibaldi e Vittorio Emanuele II, di cui ci ha lasciato ritratti insolitamente vivi e originali.
    Il volume è di particolare interesse anche per tutti gli appassionati degli ultimi anni della marina velica nel periodo di transizione dalla vela a vapore, su cui, com’è noto, la letteratura è ancora così scarsa. Stampato in Napoli nel 1966

    ARTURO BERISIO EDITORE –NAPOLI-

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  • Libri

    May-C Publishing

    Selected Title

    Con questa ricerca storica “Perché Briganti?, gli autori descrivono il fenomeno del brigantaggio in Italia prima dell’Unità e partendo dai periodi più remoti, con particolare riferimento alla Calabria, distinguendo quello ordinario, costituito da organizzazioni malavitose dedite alla grassazione, perpetrate nelle campagne o sulle montagne, ma che più spesso agiva lungo le vie di comunicazione tra i centri abitati ai danni di inermi viandanti, da quelli derivanti da insofferenze sociali e passati per bassi fenomeni di banditismo come è il caso di quello di recente memoria post unitaria e definito dalla letteratura italiana come un “…..ampio fenomeno misto di banditismo e di ribellione politico sociale nelle campagne del Mezzogiorno, dopo l’unificazione italiana che, con l’imposizione di misure amministrative e fiscali di particolare durezza, ivi comprese la completa abolizione dei secolari usi comuni delle terre a tutto vantaggio del latifondo, di grandi dimensioni ma solitamente mal coltivato ed adibito a colture estensive, che diede esca alla propaganda filoborbonica e clericale, ostile al nuovo stato liberale e a sua volta incapace di una politica che non fosse di pura repressione.

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    “Fra tutte queste regioni, la matrice della nuova Italia fu il Piemonte, situato a nord ovest, con Torino come capitale. Più a oriente, era la grande città di Milano, che doveva diventare il centro finanziario, commerciale e artistico del nuovo regno. La sua popolazione era attiva e dotata di senso pratico. Il sud assolato e la Sicilia formavano una regione a parte, e ciò sia per ragioni storiche e climatiche che per il carattere dei suoi abitanti. Questa differenza tra nord e sud era radicale. Un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli assai diversi di civiltà. I Borbone, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee”. Questa è la pagina iniziale della Storia d’Italia dello storico inglese Mack Smith ed è la storia che si impara a scuola: si può definire la storia ufficiale. Io credo che la Storia non sia quella impersonata da marionette come Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour, Gladstone e raccontata da pennivendoli come Denis Mack Smith. Ho provato a ricostruire gli avvenimenti e ad arrivare, a differenza dello storico inglese e a differenza di tutti gli storici ufficiali, a conclusioni vere o più vicine alla verità.

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    Il presente lavoro deve le sue origini al suggerimento dell’amico Domenico Iannantuoni che mi ha sollecitato a ricordare il ruolo a cui è chiamato il Mezzogiorno italiano nel processo di integrazione europea e nello sviluppo dell’Italia nel contesto globale in cui viviamo2.Un lavoro contro lo stato attuale di maggior povertà alimentato da una politica ascara e orientata a voler continuare a mantenere tale condizione di differenza all’intero del Paese, quando addirittura incapace di porre rimedio.
    L’idea, quindi, di un libro che pensi al Sud parlando dell’Unione Europea intesa come unione di persone, racconti del percorso comunitario che, dagli interessi degli Stati/Nazione, si muove verso quelli che arrivano direttamente a coloro che sono i portatori dei bisogni specifici dell’agire umano, ai bisogni di prossimità: in pratica, alle persone.
    Tale percorso,che ci fa porre al centro dell’attenzione il “ben- essere” dell’uomo, nasce dalla lotta per la democrazia, di cui le grandi rivoluzioni sono state le interpreti e le fautrici, e si sviluppa nella costruzione della capacità di vivere in democrazia, per arrivare a concepire in maniera compiuta quest’ultima come forma di vita sociale.

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    Con questo libro è la prima volta che viene proposta un’antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d’Italia durante e dopo l’unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

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    Questo volume descrive in modo dettagliato una importante e sconosciuta opera di ingegneria, il ponte sospeso Real Ferdinando sul Garigliano, del Regno delle Due Sicilie realizzata nel 1832. Primo ponte sospeso realizzato con catenarie in ferro d’Italia. Costruito ben 29 anni prima dell’unificazione della penisola italiana, il ponte Real Ferdinando è una delle testimonianze più tangibili dell’alto grado di sviluppo del Sud Italia antecedente alla sanguinosa guerra di annessione ad opera del Piemonte. Attraverso la descrizione di quest’opera, l’autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi. Dimostra inoltre che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da un’inadatta “casta” politica ed industriale orientata esclusivamente allo sviluppo del Nord Italia, è la ragione primaria dell’inarrestabile declino complessivo del Paese.

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    Per maggiori informazioni visita il sito: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com.

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