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Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano

Archivio del 2004

Giuseppe Garibaldi, questo sconosciuto!

Garibaldi Piangente

Recenti trasmissioni apparse sulla televisione di stato, forse sull’onda neorisorgimentale perseguita dal Presidente Ciampi, hanno riportato in auge, per esempio con Piero Angela, tutto quanto di più stucchevole, oleografico, falso, propagandistico ruota intorno a Garibaldi, attingendo e diffondendo la più trita congerie di luoghi comuni lontana dal vero quanto può esserlo la leggenda dalla storia. (altro…)

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  • La favola dei “mille” di Garibaldi

    Garibaldi

    Come potevano conquistare un Regno?

    Nessuno ci ha ancora spiegato bene come 1.000 persone abbiano potuto conquistare il Regno delle Due Sicilie.

    Ricordiamo i fatti secondo la versione corrente.

    Garibaldi si imbarcò a Quarto con 1.089 volontari su due piroscafi, il Piemonte ed il Lombardo. Sbarcò in Sicilia a Marsala. I soldati borbonici cercarono di arrestare la marcia dei garibaldini a Calatafimi ma questi li misero in fuga, aprendosi la strada per Palermo. Dopo tre giorni di accaniti combattimenti Palermo venne liberata. Poi i borbonici vennero sconfitti a Milazzo. (altro…)

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  • A Nord banchieri, a Sud bancari!

    Bancario - Banchiere

     

    Questo articolo è diretto oltre che ai Lettori, in particolare a quelli che hanno rapporti di affari con le banche, ai massimi dirigenti di Istituzioni creditizie che: 1) Dichiarano di essere al servizio delle piccole e medie aziende meridionali, 2) Raccolgono denaro praticamente solo al Meridione, 3) Hanno un basso rapporto tra Impieghi e Depositi, 4) Traggono gran parte degli utili da interessi provenienti da altre Istituzioni creditizie, dal Debito pubblico e da pura Intermediazione finanziaria. Speriamo che questo articolo provochi reazioni in tutte quelle Istituzioni che hanno come proprio fine sociale, (quello reale), il solo proprio interesse, la sola propria autoconservazione, la strumentalizzazione, per fini personali o di parte, dell’Istituzione creditizia e l’asservimento di questa a interessi diversi da quelli dichiarati nello Statuto aziendale. (altro…)

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  • Nord mangia Sud

    ( Il Piemonte indebitatissimo vendette i beni demaniali ed ecclesiastici del Sud )Piemonte Divoratore

    L’argomento di questo articolo è l’arricchimento del nord d’Italia ai danni del sud. Vedremo alcune rapine che il nord ha fatto al sud a partire dal 1860.

    Le rapine, piccole, grandi e grandissime, sono state tantissime nell’arco di questi 135 anni (certo! le rapine continuano ancora oggi!), per cui riusciremo a descriverne solo alcune: rimandiamo allo studio di testi specializzati coloro che volessero approfondire l’argomento.

    Per fare una rapina ci vuole qualcosa che intimidisca. In un rapporto tra popoli, la Storia ce lo insegna, non è possibile una parità completa ed assoluta. Uno dei due popoli avrà sempre la prevalenza sull’altro.

    Questo per ragioni varie: migliori scelte politiche, maggior potenza militare, maggiori fonti di energia, eccetera. (altro…)

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  • I bravi industriali del Nord

    ( …salvati dallo stato nel 1908, nel 30, nel dopoguerra…e ai giorni nostri!)

    Industriali del Nord

    Nella storia del nostro stato, dall’unità in poi, abbiamo avuto sotto gli occhi innumerevoli volte l’incapacità delle popolazioni settentrionali ad essere dei buoni imprenditori: eppure continuiamo in modo imbecille a ripetere che gli imprenditori del nord sanno fare il loro mestiere. (altro…)

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  • Maledetti Savoia

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    (Il vero risorgimento non è quello che ci hanno insegnato a scuola)

    Lorenzo Del Boca

    L’autore del libro, utilizzando opportunamente un linguaggio giornalistico di immediata attrattiva, revisiona con il dovuto distacco del cronista l’intero risorgimento.

    Il risultato  è lodevole, il Del Boca non si accontenta di sbugiardare i falsi storici in termini di eventi, ma si addentra nello specifico dei cosiddetti eroi risorgimentali ridimensionandoli, nel loro lato umano, anche attraverso il racconto di fatti inediti o comunque sconosciuti al vasto pubblico, scalzandoli così dal fragile piedestallo della propaganda risorgimentale

    Il lettore si rende conto da subito che le verità raccontate sono supportate da accurata , doviziosa  ed inoppugnabile documentazione.

     

    EDIZIONI PIEMME S.p.A.- 15033 Casale Monferrato ( AL ), Via del Carmine, 5 –Tel. 0142/3361- http://www.edizipiemme.it

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  • Libri

    May-C Publishing

    Selected Title

    Con questa ricerca storica “Perché Briganti?, gli autori descrivono il fenomeno del brigantaggio in Italia prima dell’Unità e partendo dai periodi più remoti, con particolare riferimento alla Calabria, distinguendo quello ordinario, costituito da organizzazioni malavitose dedite alla grassazione, perpetrate nelle campagne o sulle montagne, ma che più spesso agiva lungo le vie di comunicazione tra i centri abitati ai danni di inermi viandanti, da quelli derivanti da insofferenze sociali e passati per bassi fenomeni di banditismo come è il caso di quello di recente memoria post unitaria e definito dalla letteratura italiana come un “…..ampio fenomeno misto di banditismo e di ribellione politico sociale nelle campagne del Mezzogiorno, dopo l’unificazione italiana che, con l’imposizione di misure amministrative e fiscali di particolare durezza, ivi comprese la completa abolizione dei secolari usi comuni delle terre a tutto vantaggio del latifondo, di grandi dimensioni ma solitamente mal coltivato ed adibito a colture estensive, che diede esca alla propaganda filoborbonica e clericale, ostile al nuovo stato liberale e a sua volta incapace di una politica che non fosse di pura repressione.

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    “Fra tutte queste regioni, la matrice della nuova Italia fu il Piemonte, situato a nord ovest, con Torino come capitale. Più a oriente, era la grande città di Milano, che doveva diventare il centro finanziario, commerciale e artistico del nuovo regno. La sua popolazione era attiva e dotata di senso pratico. Il sud assolato e la Sicilia formavano una regione a parte, e ciò sia per ragioni storiche e climatiche che per il carattere dei suoi abitanti. Questa differenza tra nord e sud era radicale. Un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli assai diversi di civiltà. I Borbone, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee”. Questa è la pagina iniziale della Storia d’Italia dello storico inglese Mack Smith ed è la storia che si impara a scuola: si può definire la storia ufficiale. Io credo che la Storia non sia quella impersonata da marionette come Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour, Gladstone e raccontata da pennivendoli come Denis Mack Smith. Ho provato a ricostruire gli avvenimenti e ad arrivare, a differenza dello storico inglese e a differenza di tutti gli storici ufficiali, a conclusioni vere o più vicine alla verità.

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    Il presente lavoro deve le sue origini al suggerimento dell’amico Domenico Iannantuoni che mi ha sollecitato a ricordare il ruolo a cui è chiamato il Mezzogiorno italiano nel processo di integrazione europea e nello sviluppo dell’Italia nel contesto globale in cui viviamo2.Un lavoro contro lo stato attuale di maggior povertà alimentato da una politica ascara e orientata a voler continuare a mantenere tale condizione di differenza all’intero del Paese, quando addirittura incapace di porre rimedio.
    L’idea, quindi, di un libro che pensi al Sud parlando dell’Unione Europea intesa come unione di persone, racconti del percorso comunitario che, dagli interessi degli Stati/Nazione, si muove verso quelli che arrivano direttamente a coloro che sono i portatori dei bisogni specifici dell’agire umano, ai bisogni di prossimità: in pratica, alle persone.
    Tale percorso,che ci fa porre al centro dell’attenzione il “ben- essere” dell’uomo, nasce dalla lotta per la democrazia, di cui le grandi rivoluzioni sono state le interpreti e le fautrici, e si sviluppa nella costruzione della capacità di vivere in democrazia, per arrivare a concepire in maniera compiuta quest’ultima come forma di vita sociale.

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    Con questo libro è la prima volta che viene proposta un’antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d’Italia durante e dopo l’unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

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    Questo volume descrive in modo dettagliato una importante e sconosciuta opera di ingegneria, il ponte sospeso Real Ferdinando sul Garigliano, del Regno delle Due Sicilie realizzata nel 1832. Primo ponte sospeso realizzato con catenarie in ferro d’Italia. Costruito ben 29 anni prima dell’unificazione della penisola italiana, il ponte Real Ferdinando è una delle testimonianze più tangibili dell’alto grado di sviluppo del Sud Italia antecedente alla sanguinosa guerra di annessione ad opera del Piemonte. Attraverso la descrizione di quest’opera, l’autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi. Dimostra inoltre che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da un’inadatta “casta” politica ed industriale orientata esclusivamente allo sviluppo del Nord Italia, è la ragione primaria dell’inarrestabile declino complessivo del Paese.

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    Per maggiori informazioni visita il sito: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com.

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