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Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano

Archivio del 2004

Roberto - Veliero

Screen Saver sulla Marina Militare Duosiciliana (Formato .zip per sistemi Windows)

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  • Uno studente del Sud

     Studente del Sud

    11 maggio 1860 ore 12 – Marsala – Sicilia – Regno delle Due Sicilie-: il Sud Italia viene invaso da truppe irregolari sbarcate dalle navi “Piemonte” e “Lombardo”.

    •Finirò gli studi… forse. (altro…)

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  • La battaglia di Lissa

    PREAMBOLO

    Per conoscere lo stato d’animo delle popolazioni Venete nel 1855, anno dell’annessione del Veneto al Piemonte dei Savoia, bisogna ritronare indietro con gli anni fino al 1848-49 con la “Resistenza all’Austriaco ad ogni costo” di Venezia. Già dal marzo del 1848 i Veneti si erano sentiti traditi dai Piemontesi di Carlo Alberto, in quanto egli non volle oltrepassare il Mincio e inseguire gli Austriaci in fuga, dando loro modo di riorganizzarsi e, successivamente, rioccupare tutti i territori – all’infuori di Venezia – persi in seguito alle rivoluzioni. (altro…)

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  • Di seguito Vi presentiamo un’opera veramente eccezionale “BRIGANTE O EMIGRANTE” , storia d’Italia a fumetti ( 1860/65), autore Antonio Mangiafico. soggetto di Renato Ferraro, lettering di Claudio Uracchi. Edizioni Ottaviano.

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  • La banca che il Sud non ha

    Per creare sviluppo

    IL MEZZOGIORNO, IL RILANCIO DELLO SVILUPPO E LA BANCA CHE NON C’E’

     

    di Giulio Tremonti, già ministro dell’economia

    La banca che il Sud non ha

    Oggi, con una grande cerimonia ufficiale, si apre a Bari la vetrina del Mezzogiorno: la Fiera del Levante. Facciamo qui di seguito un discorso che ha qualche probabilità di non essere fatto.

    Il Mezzogiorno d’Italia – più di 20 milioni di abitanti – è l’unico grande “territorio” d’Europa a essere sostanzialmente “debancarizzato”. Non è stato così, per secoli. E non è così, nel resto d’Europa. Dalla Scozia alla Catalogna, dalla Baviera alla Boemia ai Paesi Baschi, tutti i grandi “territori” d’Europa hanno, di diritto o di fatto, banche proprie. Vecchissime o nuovissime, grandi, medie o piccole, comunque banche autoctone. Banche che dei propri “territori” testimoniano ed esprimono, sostengono e proiettano la vitalità economica e sociale. (altro…)

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  • Olio d’oliva, un orgoglio meridionale

    Film – Documentario: “Olio d’oliva, un orgoglio meridionale” regia di Domenico Iannantuoni, montaggio di Marco Iannantuoni.

    Prima Parte:


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  • Libri

    May-C Publishing

    Selected Title

    Con questa ricerca storica “Perché Briganti?, gli autori descrivono il fenomeno del brigantaggio in Italia prima dell’Unità e partendo dai periodi più remoti, con particolare riferimento alla Calabria, distinguendo quello ordinario, costituito da organizzazioni malavitose dedite alla grassazione, perpetrate nelle campagne o sulle montagne, ma che più spesso agiva lungo le vie di comunicazione tra i centri abitati ai danni di inermi viandanti, da quelli derivanti da insofferenze sociali e passati per bassi fenomeni di banditismo come è il caso di quello di recente memoria post unitaria e definito dalla letteratura italiana come un “…..ampio fenomeno misto di banditismo e di ribellione politico sociale nelle campagne del Mezzogiorno, dopo l’unificazione italiana che, con l’imposizione di misure amministrative e fiscali di particolare durezza, ivi comprese la completa abolizione dei secolari usi comuni delle terre a tutto vantaggio del latifondo, di grandi dimensioni ma solitamente mal coltivato ed adibito a colture estensive, che diede esca alla propaganda filoborbonica e clericale, ostile al nuovo stato liberale e a sua volta incapace di una politica che non fosse di pura repressione.

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    “Fra tutte queste regioni, la matrice della nuova Italia fu il Piemonte, situato a nord ovest, con Torino come capitale. Più a oriente, era la grande città di Milano, che doveva diventare il centro finanziario, commerciale e artistico del nuovo regno. La sua popolazione era attiva e dotata di senso pratico. Il sud assolato e la Sicilia formavano una regione a parte, e ciò sia per ragioni storiche e climatiche che per il carattere dei suoi abitanti. Questa differenza tra nord e sud era radicale. Un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli assai diversi di civiltà. I Borbone, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee”. Questa è la pagina iniziale della Storia d’Italia dello storico inglese Mack Smith ed è la storia che si impara a scuola: si può definire la storia ufficiale. Io credo che la Storia non sia quella impersonata da marionette come Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour, Gladstone e raccontata da pennivendoli come Denis Mack Smith. Ho provato a ricostruire gli avvenimenti e ad arrivare, a differenza dello storico inglese e a differenza di tutti gli storici ufficiali, a conclusioni vere o più vicine alla verità.

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    Il presente lavoro deve le sue origini al suggerimento dell’amico Domenico Iannantuoni che mi ha sollecitato a ricordare il ruolo a cui è chiamato il Mezzogiorno italiano nel processo di integrazione europea e nello sviluppo dell’Italia nel contesto globale in cui viviamo2.Un lavoro contro lo stato attuale di maggior povertà alimentato da una politica ascara e orientata a voler continuare a mantenere tale condizione di differenza all’intero del Paese, quando addirittura incapace di porre rimedio.
    L’idea, quindi, di un libro che pensi al Sud parlando dell’Unione Europea intesa come unione di persone, racconti del percorso comunitario che, dagli interessi degli Stati/Nazione, si muove verso quelli che arrivano direttamente a coloro che sono i portatori dei bisogni specifici dell’agire umano, ai bisogni di prossimità: in pratica, alle persone.
    Tale percorso,che ci fa porre al centro dell’attenzione il “ben- essere” dell’uomo, nasce dalla lotta per la democrazia, di cui le grandi rivoluzioni sono state le interpreti e le fautrici, e si sviluppa nella costruzione della capacità di vivere in democrazia, per arrivare a concepire in maniera compiuta quest’ultima come forma di vita sociale.

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    Con questo libro è la prima volta che viene proposta un’antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d’Italia durante e dopo l’unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

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    Questo volume descrive in modo dettagliato una importante e sconosciuta opera di ingegneria, il ponte sospeso Real Ferdinando sul Garigliano, del Regno delle Due Sicilie realizzata nel 1832. Primo ponte sospeso realizzato con catenarie in ferro d’Italia. Costruito ben 29 anni prima dell’unificazione della penisola italiana, il ponte Real Ferdinando è una delle testimonianze più tangibili dell’alto grado di sviluppo del Sud Italia antecedente alla sanguinosa guerra di annessione ad opera del Piemonte. Attraverso la descrizione di quest’opera, l’autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi. Dimostra inoltre che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da un’inadatta “casta” politica ed industriale orientata esclusivamente allo sviluppo del Nord Italia, è la ragione primaria dell’inarrestabile declino complessivo del Paese.

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    Per maggiori informazioni visita il sito: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com.

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