ADSIC

Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano

Archivio del 2003

Il soldato napoletano

Soldato Duosiciliano

Premessa

“Audiatur et altera pars”

Dei soldati delle Due Sicilie si è parlato poco e, nella maggior parte dei casi, con tono beffardo o di sprezzante sufficienza, alimentando così la novellistica sull’“esercito di Franceschiello”.

Chi non ricorda le numerose barzellette di cui erano oggetto i soldati napoletani? Quella che si riferisce al vario grado di marzialità che la truppa doveva assumere durante le sfilate: “Facite a faccia feroce!”; un po’ più avanti: “Facite a faccia cchiù feroce!”; poco prima di passare davanti alle autorità: “Facite a faccia ferocissima!”; subito dopo: “Facite a faccia e’ fessi”. E quel soldato che, durante la battaglia, chiede al suo capitano: “Capità fuimme?” e si sente rispondere dal suo comandante: “Aspettate l’ordine!”. E l’altra secondo cui, quando dovevano fare addestramento formale, non riuscendo le reclute a distinguere il piede destro da quello sinistro, si legava su uno di essi un pennacchietto e poi l’ordine di marciare veniva così scandito: “C’u pilo e senz’u pilo c’u pilo e senz’u pilo”. Così come l’allineamento, a destra e a sinistra, diventava: “Allineamento ‘ncoppa a panza ‘e don Ciccillo!”. (altro…)

  • Commenti disabilitati su Il soldato napoletano
  • Archiviato in: Storia
  • Tra storia e mito

    Tempo addietro un alto personaggio pubblico, in una dichiarazione dal tono sentenzioso ebbe ad affermare “La storia non si riscrive”. Un’espressione che mi ha colpito, vorrei dire quasi ferito, perché segno inequivocabile di una cultura deformata e deformante frutto di un sociologismo che, anche nelle sue implicazioni storico-politiche, ha condizionato pesantemente e negativamente il pensiero italiano negli ultimi tempi, come riflesso dell’onda lunga delle “verità di Stato” imposte nei paesi di quello che fu il cosiddetto “socialismo reale”, dove la parola “revisioni-smo” era sinonimo di antistato e, per quanti ne venivano riconosciuti “colpevoli” c’erano il gulag o la rieducazione coatta in istituti psichiatrici.

    Espressioni concrete di questa pseudo cultura ne abbiamo registrate fino a poco tempo fa allorché squallidi personaggi, dalla nomea di ”Libertari” organizzavano sistematici picchettaggi all’Università “La Sapienza” per impedire di tenere le sue lezioni ad uno dei massimi storici del Novecento, Renzo De Felice, additato alla pubblica esecrazione perché revisionista. (altro…)

  • Commenti disabilitati su Tra storia e mito
  • Archiviato in: Storia
  • Josè Borges, un vero eroe

    Ritratto del Gen. Don Josè Borges ( archivio V.Romano)

    JOSE’ BORGES, UN VERO EROE

    Si fa un gran parlare in questi giorni di revisione storica, le polemiche divampano, i mass media ci si buttano a capofitto: si commette, però, l’errore di utilizzare la revisione per scopi meramente politici, non per avviare un discorso serio di riflessione e di ripensamento delle certezze imposteci dai vincitori. E poi si limita la revisione agli ultimi avvenimenti della nostra storia. Si tralascia, per esempio, la revisione del periodo risorgimentale, pietra miliare dello stato italiano moderno. Però qualcosa, in silenzio, senza i clamori del proscenio, si muove anche in questa direzione. (altro…)

    Al Nord ricchezza, al Sud Monnezza!

    La perfida morale nello slogan coniato di fresco dopo i fatti di Scanzano.

    ******
    Dejà vu! Nord Cassiera Sud Pattumiera. Ma chi produce in assoluto più “monnezza”, ve lo siete chiesti? …Guarda caso, proprio il Nord delle industrie, della sovrappopolazione per km quadrato di fabbriche e fabbrichette con annessi e connessi; il Nord della “ciminiera selvaggia”, dei rifiuti tossici, del maggior numero di ospedali sul territorio italiano… degli “inquinatori” di fiumi… Il Nord appestato di scorie da smaltire… Il Nord “civile”, ch’è al primo posto nella raccolta differenziata di pattume casereccio quotidiano, per la gioia delle tasche delle nuove figure professionali di “imprenditori della monnezza”… quel Nord dello smog e dei veleni nell’aria, eternamente seduto in cattedra e che “divide et impera” sui somari seduti negli ultimi banchi della “classe italiana” : i meridionali! (altro…)

  • Commenti disabilitati su Al Nord ricchezza, al Sud Monnezza!
  • Archiviato in: Economia e Società
  • Le bestemmie di Garibaldi

    Garibaldi Anticattolico

    Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza il 4 luglio 1807 e morì a Caprera il 2 giugno del 1882. Il personaggio, esaltato come eroe dalla storiografia ufficiale, era in realtà di ben diversa levatura.. 

    . . . mi capita spesso di recarmi a Roma per motivi professionali. In quelle occasioni, prima di iniziare la giornata di lavoro e salvo situazioni meteorologiche proibitive, al mattino e di buon ora, attraverso di corsa il parco “Villa Pamphili” dalla Via Aurelia fino al Gianicolo, ossigenandomi a pieni polmoni e godendomi un paesaggio incantevole. (altro…)

  • Commenti disabilitati su Le bestemmie di Garibaldi
  • Archiviato in: Storia
  • La scuola nel Regno delle Due Sicilie

    ( Con speciale riguardo alle scuole Pie e degli Scolopi )

    Fegato

    Nell’ottocento, in riferimento all’istruzione, esistevano due tipi di eserciti: quelli di cultura e quelli di disciplina.

    La differenza consisteva nel fatto che mentre il primo prevedeva l’istruzione obbligatoria (nel senso che i soldati dovevano imparare a leggere e scrivere) il secondo vietava tutto quello che poteva portare il soldato all’alfabetizzazione. (altro…)

    Libri

    May-C Publishing

    Selected Title

    Con questa ricerca storica “Perché Briganti?, gli autori descrivono il fenomeno del brigantaggio in Italia prima dell’Unità e partendo dai periodi più remoti, con particolare riferimento alla Calabria, distinguendo quello ordinario, costituito da organizzazioni malavitose dedite alla grassazione, perpetrate nelle campagne o sulle montagne, ma che più spesso agiva lungo le vie di comunicazione tra i centri abitati ai danni di inermi viandanti, da quelli derivanti da insofferenze sociali e passati per bassi fenomeni di banditismo come è il caso di quello di recente memoria post unitaria e definito dalla letteratura italiana come un “…..ampio fenomeno misto di banditismo e di ribellione politico sociale nelle campagne del Mezzogiorno, dopo l’unificazione italiana che, con l’imposizione di misure amministrative e fiscali di particolare durezza, ivi comprese la completa abolizione dei secolari usi comuni delle terre a tutto vantaggio del latifondo, di grandi dimensioni ma solitamente mal coltivato ed adibito a colture estensive, che diede esca alla propaganda filoborbonica e clericale, ostile al nuovo stato liberale e a sua volta incapace di una politica che non fosse di pura repressione.

    Acquista il libro su:

    “Fra tutte queste regioni, la matrice della nuova Italia fu il Piemonte, situato a nord ovest, con Torino come capitale. Più a oriente, era la grande città di Milano, che doveva diventare il centro finanziario, commerciale e artistico del nuovo regno. La sua popolazione era attiva e dotata di senso pratico. Il sud assolato e la Sicilia formavano una regione a parte, e ciò sia per ragioni storiche e climatiche che per il carattere dei suoi abitanti. Questa differenza tra nord e sud era radicale. Un contadino della Calabria aveva ben poco in comune con un piemontese, mentre Torino era infinitamente più simile a Parigi e Londra che a Napoli e Palermo; e ciò in quanto queste due metà del paese si trovavano a due livelli assai diversi di civiltà. I Borbone, erano stati tenaci sostenitori di un sistema feudale colorito superficialmente dallo sfarzo di una società cortigiana e corrotta. Avevano terrore della diffusione delle idee”. Questa è la pagina iniziale della Storia d’Italia dello storico inglese Mack Smith ed è la storia che si impara a scuola: si può definire la storia ufficiale. Io credo che la Storia non sia quella impersonata da marionette come Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour, Gladstone e raccontata da pennivendoli come Denis Mack Smith. Ho provato a ricostruire gli avvenimenti e ad arrivare, a differenza dello storico inglese e a differenza di tutti gli storici ufficiali, a conclusioni vere o più vicine alla verità.

    Acquista il libro su:


    Il presente lavoro deve le sue origini al suggerimento dell’amico Domenico Iannantuoni che mi ha sollecitato a ricordare il ruolo a cui è chiamato il Mezzogiorno italiano nel processo di integrazione europea e nello sviluppo dell’Italia nel contesto globale in cui viviamo2.Un lavoro contro lo stato attuale di maggior povertà alimentato da una politica ascara e orientata a voler continuare a mantenere tale condizione di differenza all’intero del Paese, quando addirittura incapace di porre rimedio.
    L’idea, quindi, di un libro che pensi al Sud parlando dell’Unione Europea intesa come unione di persone, racconti del percorso comunitario che, dagli interessi degli Stati/Nazione, si muove verso quelli che arrivano direttamente a coloro che sono i portatori dei bisogni specifici dell’agire umano, ai bisogni di prossimità: in pratica, alle persone.
    Tale percorso,che ci fa porre al centro dell’attenzione il “ben- essere” dell’uomo, nasce dalla lotta per la democrazia, di cui le grandi rivoluzioni sono state le interpreti e le fautrici, e si sviluppa nella costruzione della capacità di vivere in democrazia, per arrivare a concepire in maniera compiuta quest’ultima come forma di vita sociale.

    Acquista il libro su:

    Con questo libro è la prima volta che viene proposta un’antologia della storia del risorgimento in chiave marcatamente antirisorgimentale. Se ne fa promotore e compilatore Antonio Nicoletta mettendo insieme alcuni saggi, articoli di giornale e lettere inviate a vari quotidiani su argomenti tutti relativi ai contraccolpi che ebbe il Mezzogiorno d’Italia durante e dopo l’unificazione nazionale. Autori Filippo Chiappisi, Mario Montalto, Maurizio di Giovine, Glauco Reale, Antonio Pagano, Lorenzo Terzi, Mario Perfetti, Riccardo Scarpa e lo stesso Antonio Nicoletta.

    Acquista il libro su:

    Questo volume descrive in modo dettagliato una importante e sconosciuta opera di ingegneria, il ponte sospeso Real Ferdinando sul Garigliano, del Regno delle Due Sicilie realizzata nel 1832. Primo ponte sospeso realizzato con catenarie in ferro d’Italia. Costruito ben 29 anni prima dell’unificazione della penisola italiana, il ponte Real Ferdinando è una delle testimonianze più tangibili dell’alto grado di sviluppo del Sud Italia antecedente alla sanguinosa guerra di annessione ad opera del Piemonte. Attraverso la descrizione di quest’opera, l’autore propone una nuova visione delle dinamiche politiche ed industriali che hanno marcato lo sviluppo del sistema economico italiano dall’unità ad oggi. Dimostra inoltre che l’attuale divario di ricchezza tra Nord e Sud d’Italia, voluto e programmato da un’inadatta “casta” politica ed industriale orientata esclusivamente allo sviluppo del Nord Italia, è la ragione primaria dell’inarrestabile declino complessivo del Paese.

    Acquista il libro su:

    Per maggiori informazioni visita il sito: www.ilmeravigliosopontesulgarigliano.com.

    Privacy Policy