Associazione Culturale Due Sicile – Sede di Milano
20 ott
Premessa
Per il nostro Presidente Carlo Azeglio Ciampi il ritornello dell’Italia Unita è diventato un vero tormentone, non sa più cosa inventarsi, convegni, visite alle tombe degli illustri patrioti, commemorazioni sui luoghi delle battaglie…etc. etc.
Recentemente (in diretta TV) ha perfino riabilitato “quei ragazzi che fecero una scelta diversa…”; si riferiva ai ragazzi della Repubblica di Salò: … quei ragazzi che, anche loro, volevano l’unità d’Italia anche se con ideali diversi.
Non potevo credere alle mie orecchie; ma quale scelta i ragazzi di Salò poterono fare?
Mio suocero, ad esempio, bolognese trapiantato a Milano nel ‘32 e classe 1925, fu “NORMALMENTE” arruolato nell’esercito della Repubblica di Salò … pena? Il carcere nella migliore delle ipotesi! Perché allora (per i disertori) la fucilazione era facilmente praticata.
Non si trattava di credere o non credere. Nel 1943 al di sopra della linea gotica i ragazzi del Nord provarono, forse nella loro maggioranza, esattamente quello che dopo il 1860 provarono i ragazzi del Sud ad opera dei piemontesi e cioè le strette leggi dell’arruolamento forzato; e chi turandosi il naso chi per paura, si adattarono al corso degli eventi.
Coloro che s’imboscarono, pur senza aggregarsi necessariamente alle formazioni partigiane e comunque renitenti (strani ricorsi della storia), furono chiamati da una parte ( quella che ha vinto) partigiani, banditi ovvero “briganti”, dall’altra.
Le cose vanno dette come si sono effettivamente svolte. Ogni alterazione, ogni distinguo o precisazione del tipo: “sì però si deve tener conto delle circostanze….l’eventualità di una collaborazione con i comandi tedeschi non evidenzia con certezza l’indirizzo politico…lo stato confusionale delle istituzioni…”, lasciano il tempo che trovano. A pensarci bene Mussolini e gli ultimi gerarchi fecero un grosso errore; non seppero organizzare un “Falso Plebiscito”, come invece fu perfettamente ordito e supportato dalle Grandi Potenze nel 1860 a danno del Regno delle Due Sicilie. Un plebiscito avrebbe di fatto legittimato in qualche modo la divisione tra l’Italia del Nord e quella del Sud (ove imperava Badoglio). La Repubblica di Salò avrebbe comunque perso la guerra e forse scatenato una cruenta guerra civile, ma avrebbe anticipato di mezzo secolo la politica della Lega Nord!
Il vizio di mistificare la storia è proprio un classico dei politici toscopadani.
Perché il nostro Presidente si affanna ad invocare l’unità d’Italia? Cosa c’è da nascondere al mondo e alla Società Italiana e quali pericoli stiamo correndo?
Se noi siamo (dice lui) una Nazione(popolazione che si riconosce in uguaglianza di usi , costumi tradizioni e finanche religione), perché veniamo richiamati all’unità con tanta veemenza?
Risposta non c’è o forse chi lo sa…………,perduta nel vento sarà.
E… se invece la coda di paglia ormai sta bruciando!?…..Potrebbe essere, potrebbe essere.
Intanto voglio parlarvi di un bel paese del nostro amato Sud e che tanta riconoscenza deve all’unità d’Italia.
Casalnuovo Monterotaro (Fg), altitudine 420 m.s.l.m. Salvate i nostri bambini (È la scritta che si legge(va) entrando nell’abitato).
E’ ancora oggi un bellissimo paese adagiato sulle estreme propaggini dei colli Dauni, gode di una vista “mozzafiato” sul tavoliere delle Puglie a NE/SE e non meno incantevole verso i monti, a NO/SO.
Quando spira la bora si vedono perfino le isole Tremiti e, netto, all’orizzonte il promontorio del Gargano sul quale spiccano le candide case di Rignano poste a picco sul tavoliere; verso l’Appennino i paesi di S.Elia, S.Croce di Magliano e Collotorto sembrano a portata di mano. Di notte col tempo sereno e anche senza la luna, la volta celeste è così sgombra di foschia che l’illuminazione generata dagli astri è sufficiente da sola a garantirti il cammino.
Si respira sempre un’aria finissima profumata di mare di campagna o di montagna a seconda del vento dominante; le condizioni termo-igrometriche sono eccellenti tutto l’anno e, nonostante i recenti periodi di siccità, la disponibilità dell’acqua è da ritenersi ancora soddisfacente.
Casalnuovo Monterotaro che trae origine da un vicino borgo , Mons Rotarus, può farsi risalire tra il nono ed il decimo secolo d.C. Il borgo, fedele al Papa, fu distrutto intorno al 1250 dalle truppe di Federico Secondo di Svevia e rinacque successivamente, a poca distanza dall’abitato distrutto, nel 1500 ca. col nome di Casalis Novi.

Veduta del Corso Cardinale Parente
( Il corso aveva originario nome Vittorio Emanuele II)
La denominazione di Mons Rotarus deriva dalla forma del monte su cui era abbarbicato l’originario paese e ancora oggi sono visibili i resti dell’antico campanile di chiara fattura Longobarda/Normanna.
Da una recente ricerca fatta presso l’archivio di Napoli si è saputo che un tale “Riccardus Maltianus”, vissuto nel 1250 ca., ne era il feudatario, unitamente a quello di Tufarium, e ne traeva un reddito notevole che ammontava a quaranta once d’oro all’anno.
Il feudo passò successivamente al marchese di casa d’Albore (durante il vicereame spagnolo), quindi al principe di Bisignano (in età Borbonica e a seguito della costituzione del Regno delle due Sicilie).
Con l’avvento di Vittorio Emanuele II scomparve il “Principe di Bisignano” e da quel giorno non se ne seppe più nulla.
Seguì UmbertoI, quindi Sciaboletta III e infine la Repubblica fino ai giorni nostri.
La storia degli ultimi 140 anni si può scrivere in tanti modi e uno dei migliori è quello di esporre i documenti salienti; analizzarli e sintetizzarne i processi che sono derivati dagli eventi significativi.
Molte volte infatti si trascura la ricerca dei documenti storici scivolando nell’opinionismo o, peggio ancora, si ragiona per “principi” ormai assunti a dogma.
Addirittura si diventa “paralogisti”, cioè si costruiscono tesi che filano come l’olio ma che si basano su fatti e Leggi non vere.
Andiamo dunque per gradi e vediamo che cosa è successo in questo “bel paesetto “ del sub appennino Dauno soffermandoci soprattutto sul periodo recente ( 1700-2000 d.C.)
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