Associazione Culturale Due Sicilie – Sede di Milano
17 dic
Nicola Zitara
“Il meridionalista”
Economista, filosofo, ideologo, romanziere, poeta, brigante
( di Domenico Iannantuoni , ottobre 2010)
“Nicola Zitara (Siderno 1927), giornalista, scrittore, bibliotecario, studioso meridionalista, autore dei saggi L’Unità d’Italia: nascita di una colonia e Il proletariato esterno, per i tipi di Jaca Book, e del romanzo storico Memorie di quand’ero italiano. Di ideologia socialista (fu segretario della federazione del PSIUP di Catanzaro e scrisse per Quaderni calabresi), è oggi esponente del movimento culturale neo-borbonico, fortemente critico verso lo Stato unitario.”
Questa la breve didascalia che accompagna l’immagine di Nicola Zitara in età giovanile e pubblicata sul sito ufficiale della Città di Siderno sua amata città Natale.
E’ doveroso aggiungere per completezza che a partire dal 1944 Zitara fu esponente operativo del Partito Socialista dal quale ne uscì nel 1958 trovandosi in disaccordo su questioni etiche e aderendo successivamente al PSIUP. Ben presto però si allontanò anche da questa formazione politica trovandosi in personale forte disaccordo per la linea prettamente filo nordista di tale partito. Tra il 1968 ed il 1972 curò la rivista “Quaderni Calabresi”. Subito dopo la rivolta di Reggio diede alle stampe , con debito successo editoriale e politico, “ L’Unità d’Italia, nascita di una colonia” e poco dopo “Il Proletariato esterno”, raccolta di molti suoi precedenti scritti. Leggi tutto »
28 nov
Presso la sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi (sede della Provincia di Firenze) si terrà sabato 3 dicembre ore 15.00 il convegno “La cavalleria cristiana nella difesa della Santa Croce sotto le insegne di San Giorgio”, organizzato dall’Ordine Costantiniano di San Giorgio Delegazione Toscana. Diversi gli interventi dei confratelli accademici, Mons. Prof.A.Drigani (La Devozione a San Giorgio nella Storia della Chiesa),prof.L.Borgia (San Giorgio protettore della cavalleria cristiana e l’emblematica araldica),prof.M.Gemignani (San Giorgio nell’onomastica navale della Regia Marina e della Marina Militare), dr.A.Bicchi (Culto e reliquie di S.Giorgio), prof.A.Conti (Gli Ordini cavallereschi dedicati a San Giorgio),Av.A.Scasso (Il carisma dell’Ordine Costantiniano devoto a San Giorgio nel terzo millennio, quale futuro della Cavalleria?).
Tra le autorità presenti all’evento ci sarà SAR la principessa Ines di Borbone Due Sicilie, figlia del Gran Maestro dell’Ordine, SAR l’infante D.Carlos di Borbone, e nipote del re Juan Carlos di Borbone Spagna, la quale porterà la testimonianza di solidarietà verso le vittime delle recenti alluvioni in Toscana.Il vertice Delegatizio, marchese Domenico Serlupi con il marchese Pietro Mazzarosa ed duca Ettore d’Alessandro di Pescolanciano confermeranno i donativi per la Casa degli anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri in Firenze, pur presenti al convegno, nonchè’ una prossima collaborazione di aiuti con il locale Comitato “Scuola di Vo-Tokpli”, impegnato nella costruzione di scuole a Toplì Tomè (Togo).Per info: www.smocsgtoscana.altervista.org
2 nov
I poli siderurgici di Mongiana e Pietrarsa
Nel 1770, allorquando in Europa si diffondeva la notizia del fastoso matrimonio del delfino-futuro re di Francia Luigi XVI con Maria Antonietta d’Asburgo Lorena, in una poco nota località della Calabria si progettò la nascita del più importante complesso
ferriero del regno delle Due Sicilie.Le aree siderurgiche di Mongiana e Ferdinandea nacquero sotto il regno del giovane sovrano Ferdinando IV di Borbone,affiancato dal Consiglio di Stato presieduto dall’illuminato toscano Tanucci. Il governo borbonico,in questa epoca di prima reggenza, era occupato a creare sviluppo economico in quei territori, che offrivano potenziali risorse naturali da sfruttare e tanta manodopera bisognosa di lavoro. Il colle calabrese Cima, con la sua Piana Stagliata Micone, disponeva di abbondanza di acque per la presenza di un ruscello ivi scorrente, nonché di fitti boschi con pregiato legname e tanto minerale ferroso. Agli albori della grande rivoluzione industriale, su questo territorio cominciarono così a sorgere delle infrastrutture per la siderurgia, come a Stilo ove furono realizzate diverse ferriere. Le due “Nuove Regie Ferriere”, che sorsero in contrada Cima, furono
progettate dall’architetto napoletano Mario Gioffredo e la fonderia di Mongiana nel tempo migliorò i suoi processi di combustione, incrementando il suo ciclo produttivo.
Quando il regno fu occupato dai francesi, Leggi tutto »
21 mar
On.le Dott. Michele Iorio
presidente.iorio@regione.molise.it
Sig. Presidente,
in questi giorni, ai giovani studenti molisani, sotto il Patrocinio della Regione Molise, viene distribuito un opuscolo contenente lo Statuto Albertino e la Costituzione Italiana.
La finalità dovrebbe essere quella di evidenziare la continuità “unitaria” delle due Carte.
Si tratta di un’operazione improponibile stante la radicale conflittualità fra l’una e l’altra.
Lo Statuto Albertino era la Costituzione dello Stato Sardo-Piemontese che fu imposta alle popolazioni meridionali col preciso e dichiarato scopo di formalizzare l’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna. L’annessione e non l’unità!, come del resto bene evidenziato nel modulo del falso plebiscito del ’60.
Dal 17 marzo del 1861 al 22 dicembre del 1947, la già precaria e problematica unità d’Italia fu marchiata da questo atto di sfregio alla dignità dei vinti popoli meridionali. Leggi tutto »
19 feb
di Ettore d’Alessandro di Pescolanciano
La storiografia liberal-crociana ha tramandato un modello preconcettuale di storia Patria, spesso lontano da scomode verità sui fatti realmente accaduti nel regno di Napoli. E’ pregiudizio che le congiure napoletane, di fine settecento, contro il legittimo sovrano Borbone trovarono il sostegno di determinate classi sociali dominanti o emergenti. Difatti, si è consolidata con gli storici risorgimentali l’idea che la repubblica partenopea fu voluta da una elite aristocratica anti-monarchica, quantunque vi è testimonianza accertata di molti nobili del regno rimasti fedeli al proprio sovrano, in quel contesto di eventi. Analogamente si è ritenuto che la cultura illuministica e filo-giacobina attecchì tra tutti gli Leggi tutto »
26 dic
XLI INCONTRO TRADIZIONALISTA DI
15 nov
Riportiamo di seguito l’elogio funebre di Giovanni d’Alessandro duca di Pescolanciano, recentemente scomparso ed il cui figlio Ettore ci ha fatto gentilmente pervenire per poterlo pubblicare. Noi di ADSIC vogliamo aggiungere a questo elogio che il contributo di Don Giovanni è andato ben oltre i suoi meriti civili, militari e sociali. Egli infatti, pur tra enormi difficoltà, spesso artatamente create dalle classi dirigenti filosabaude prima e repubblicane dopo, ha sempre mantenuto alto l’onore di appartenenza al SUD. Il suo mecenatesco contributo al recupero di una infinità di preziosi documenti, coadiuvato in questo nei tempi più recenti dalla pervicace opera di ricerca del figlio Ettore, ha consentito di realizzare una vasta biblioteca e collezione di reperti delle Due Sicilie che ricostruiscono in modo preciso eventi storici altrimenti destinati al perenne oblio.
Nelle pagine di ADSIC voi lettori troverete molti articoli a firma di Ettore d’Alessandro arricchiti da fotografie e stampe inedite, bolle della Real Casa, certificati onciari, fedi di credito, bandi di guerra e di resistenza armata all’invasore piemontese, atti civili e militari e quindi brani preziosissimi del diario del nonno di Don Giovanni, coevo dei fatti risorgimentali vissuti in difesa della dinastia borbonica sì, ma soprattutto per l’autonomia dello Stato delle Due Sicilie. Questo preziosissimo patrimonio documentale, che oggi è a disposizione di studiosi e ricercatori, è un’eredità importante che Don Giovanni lascia a tutti noi.
I d’Alessandro, dalla caduta delle Due Sicilie ad oggi, sono sempre rimasti fedeli alle loro Armi ed alla loro Storia scegliendo l’ esilio e la decadenza pur di mantenere la parola data e sulla torre più alta del castello dei duchi di Pescolanciano la bandiera delle Due Sicilie non ha mai smesso di garrire al vento. Grazie Don Giovanni!
Domenico Iannantuoni (ADSIC)
In ricordo di Don Giovanni
Ricordare la figura di Don Giovanni,13° duca di Pescolanciano, è voler parlare di quel mondo di valori civili, cristiani ed umani nonché dei sani ideali della nostra società pre e post-bellica,ormai lontana nel tempo.
Giovannino, in famiglia Nino, prese il nome dall’illustre duca Giovanni Maria d’Alessandro di Pescolanciano, fedele gentiluomo di Camera di S.M. e combattente per la destituita monarchia borbonica. Ebbe i suoi natali nella Napoli dei Russo,della Serao e dei Murolo, ove assaporò negli anni giovanili i riflussi nostalgici ed ottimistici del periodo della Belle Epoque. Studente Leggi tutto »
28 ott

No, il risorgimento non è quello che De Amicis ci racconta nel libro "Cuore"! Parola di Francesco, scuola elementare San Ferdinando, Napoli- AD 1866
Qualche giorno fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come gli capita spesso in questi mesi, fa discorsi con riferimenti espliciti al Risorgimento, non mancando di incensarlo in continuazione. Mi ha colpito una sua frase, “dobbiamo liberare l’unità d’Italia dal revisionismo”. Napolitano non poteva essere così esplicito e preciso. Leggi tutto »
26 set
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Riportiamo un interessante articolo tratto da “Il Sole 24 Ore Sud”, pubblicato Mercoledì 22 Settembre 2010 da Gennaro Grimolizzi.
24 lug
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Riportiamo un interessante articolo di Granzotto, pubblicato su Il Giornale venerdì 28 Maggio 2010.